Barriere architettoniche, edilizia e dubbiose promesse. Intanto, gli ostacoli restano e i disabili non li superano
Roma, 13 settembre – Spazio ai disabili e apertura fisica e mentale: questa la semplice richiesta del Presidente ANCI Pietro Fassino, che invita i sindaci dei comuni italiani a prendere provvedimenti a favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche, tema caro alla collettività e che riguarda la corretta creazione e gestione dello spazio pubblico. Le barriere non solo solo un impedimento ai disabili e un ulteriore promemoria del loro handicap, ma rappresentano un ostacolo duro per anziani e madri, impediscono la facilità del trasporto e dello spostamento, quando un semplice sforzo edilizio basterebbe per eliminarle.
Ieri è stato firmato dal presidente Napolitano il decreto Sblocca Italia, presentato al vaglio definitivo del presidente con modifiche e cernite. Dubbioso il punto sulla situazione delle barriere architettoniche: se inizialmente il decreto prometteva infatti una apposita norma a vantaggio della semplicità delle strutture, ora solo nel capitolo dello “Sblocca Comuni” si può andare a ricercare una simile intenzione. Qui viene affermata infatti la concessione di 1,3 miliardi di euro ai Comuni per per opere di ristrutturazione, emergenze e messa in sicurezza di strutture e strade, che potrebbe andare a sanare le lacune e le problematiche edilizie in Italia.
Ma è dalla Campania che arriva una voce positiva: chi non aspetta, ma si attiva da subito, parte avvantaggiato, ed è il caso del Comune di Salerno. Il sindaco De Luca vanta la capacità di essere stato in grado di saldare i propri debiti con la Pubblica Amministrazione e a riuscire a guadagnarne anche 30 milioni da utilizzare per il miglioramento e la costruzione stessa di opere pubbliche e la rimanutenzione della città, con obiettivi che prevedono per esempio l’abbattimento delle barriere architettoniche nella chiesa di Fuorni e il reale tentativo di creare mobilità pulita ed ecosostenibile con la creazione di piste ciclabili sul lungomare.
Intanto, in attesa di misure finalizzate a migliorie nel Mezzogiorno, il presidente Caldoro ha denunciato il ritardo dei fondi nazionali per l’edilizia scolastica, e la disparità di quelli previsti a seconda dei vari obiettivi: secondo il piano di Renzi, più urgenti sono gli interventi estetici e la modernizzazione delle strutture, cui sarebbero destinati 171,3 milioni di euro , a fronte dei 3 milioni e 304milaeuro per la loro messa in sicurezza.
Nella lettera ai comuni Fassino comunica la consapevolezza della difficile situazione italiana e della mancanza di fondi adatti ai numerosi interventi che sarebbero necessari, ma afferma anche la volontà di operare un intervento comunicativo a livello sociale, che possa creare solidarietà collettiva rispetto al problema delle barriere architettoniche, che appartiene a tutti. Al di là delle possibilità economiche, Fassino è convinto che non ci possa infatti esimere “dall’obbligo di operare fattivamente per una concreta tutela del diritto all’inclusione sociale, alla vita indipendente e alla accessibilità, secondo il principio delle pari opportunità, delle persone con disabilità”.
