Anm, il terzo giorno di trattative si conclude con un nulla di fatto

Manca l’intesa tra Comune di Napoli e sindacati sul piano di salvataggio dell’Anm, l’azienda del trasporto pubblico locale

Napoli, 12 ottobre – Anche il terzo giorno di trattative, tra Comune di Napoli e sindacati sul piano di salvataggio dell’Anm, si è concluso con un nulla di fatto: manca, infatti, la firma del Protocollo necessario alla ricapitalizzazione dell’azienda di trasporto pubblico locale (vai all’articolo). Ma il tempo stringe, perché se non si arrivasse alla firma entro fine mese, precisamente entro il 29 ottobre, come dichiarato dal sindaco de Magistris ai microfoni del quotidiano La Repubblica, “c’è il rischio concreto che si portino i libri in tribunale”.

Il primo cittadino nei giorni scorsi si era detto “fiducioso”, mentre l’assessore al Bilancio Enrico Panini, dopo l’incontro di ieri che è durato fino a tarda notte, ha parlato di un avvicinamento tra le parti. Di diverso avviso i sindacati. La posizione più intransigente è quella dell’Usb, che ha annunciato un referendum tra i lavoratori dell’Anm prima di dare il via libera alla firma di un accordo. “No ai ricatti – dicono dall’Usb al quotidiano Più Mezzogiorno. Dobbiamo sentire i lavoratori prima di assumere scelte importanti. Per un sindacato è, o dovrebbe essere, un esercizio di democrazia e partecipazione diretta. Un referendum non può e non deve essere lo strumento per togliere diritti e tutele ai lavoratori, aprendo le porte ai privati, ed in cui si antepone come alternativa il fallimento. Se si trova una intesa su Anm è bene, se non si trova ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, politiche e sociali”.

L’Usb sostiene che le risorse economiche per il salvataggio dell’azienda dovrebbero essere garantite da Regione e Governo. In alternativa, dicono, le risorse potrebbero arrivare “dall’avanzo libero di bilancio della Città Metropolitana: un tesoretto di circa 500 milioni di euro che potrebbe essere utilizzato a seguito di fusione tra Anm e Ctp in Azienda Unica della Mobilità in ambito metropolitano”.

Anche la Fit Cisl, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, ha annunciato l’intenzione di procedere al referendum, che si terrebbe però dopo la firma dell’accordo. “Sottoporremo il Protocollo d’intesa proposto dal Comune ai lavoratori dell’Anm”, ha annunciato il segretario Alfonso Langella. “Credo – ha spiegato – che la nostra stella di riferimento debbano essere i lavoratori e il salvataggio dell’Anm. Proseguiremo ad oltranza, fin quando non riusciremo a trovare un accordo che soddisfi tutte le parti. A quel punto, penso sia d’obbligo un passaggio con tutti i lavoratori e il referendum aziendale potrebbe essere la strada giusta da seguire”.

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