Debiti comune di Napoli, de Magistris guida la protesta a Roma: “Aspettiamo risposte entro il 4 marzo”

Circa 500 persone hanno protestato davanti Montecitorio contro i debiti contratti per il terremoto del 1980

Roma, 21 febbraio – “Napoli vuole risposte sul debito entro il 4 marzo. Questa nostra richiesta l’abbiamo avanzata con chiarezza al presidente del consiglio Gentiloni, nonostante il tavolo tecnico tenutosi ieri a palazzo Chigi sia andato molto bene, con l’impegno da parte del governo di risolvere il problema del pignoramento delle casse di Napoli”. Lo affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, al termine del comizio che ha tenuto a Roma davanti Montecitorio.

Se entro il 4 marzo non avremo risposte per il problema del pignoramento delle casse municipali siamo pronti a tornare per la quinta volta qui a Roma. E se la cassa non ce la liberate voi, ce la libereremo da soli – ha aggiunto de Magistris –. In questa fase è importante trovare una soluzione ai problemi del capoluogo campano, ma poi chiederemo al resto del Paese se è d’accordo con la nostra battaglia, e questo lo chiederemo a tutti i Comuni italiani”.

Il debito che ha portato al pignoramento ammonta a circa 150 milioni ed è stato contratto dall’allora commissario per il sisma del 1980 nei confronti del Consorzio Ricostruzione otto, per lavori effettuati in base alla legge 219. Si tratta di un debito che Palazzo San Giacomo ha ereditato dopo trentasei anni e che è cresciuto, con oneri e interessi, passando di giunta in giunta. Ci sono poi altri debiti, che sono stati contratti all’epoca dell’emergenza rifiuti.

La manifestazione davanti Montecitorio è iniziata con qualche ora di ritardo, per la perquisizione dei bus partiti da Napoli effettuata dalla polizia all’altezza di Roma Sud. Perquisita anche Maria Teresa Dolce, moglie del sindaco e fondatrice del movimento demA, che si trovava a bordo del bus con alcuni assessori e il vicesindaco Raffaele Del Giudice. “Avranno trovato sull’autobus pasticcini e frittatine di maccheroni – ha commentato ironico de Magistris –. Comunque non c’ è problema, aspettiamo che arrivino i bus. Caso mai anche con il sacco a pelo a Montecitorio”. “Il nostro è un Paese curioso – ha aggiunto il primo cittadino –, si permette a CasaPound di fare manifestazioni e non a noi che stiamo venendo pacificamente. Abbiamo le mani pulite, se mi volte perquisire non c’è problema”.

I bus diretti a Roma sono stati perquisiti più volte. A riferirlo all’Ansa è stato Ivo Poggiani, presidente della Terza Municipalità ed esponente del movimento demA. “Siamo stati fermati tre volte – ha detto Poggiani –, abbiamo subito anche perquisizioni personali, non risparmiate neanche alla moglie del sindaco, Maria Teresa Dolce, che stava viaggiando con noi”.

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