Caos al Consiglio regionale: malore per la presidente D’Amelio, approvata la legge sul ciclo delle acque

Clima incandescente in aula. La consigliera pentastellata, Maria Muscarà, tenta di strappare il microfono alla presidente del parlamentino. Subito dopo viene approvata in tempi record la legge sulla privatizzazione del servizio idrico e per il riordino dell’Ato

DAmelio ConsiglioCaos al Consiglio regionale: malore per la presidente D’Amelio, approvata la legge sul ciclo delle acqueNapoli, 16 novembre – Come vi abbiamo informato, oggi il Consiglio regionale era chiamato all’approvazione della legge sulla privatizzazione dell’acqua e il riordino Ato. Approvazione che è arrivata dopo diverse ore dall’inizio dei lavori e dopo tre sospensioni, dovute alle proteste dei Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e dei Comitati per l’Acqua pubblica guidati da Padre Alex Zanotelli (vai all’articolo).

Poco prima dell’approvazione della legge sul ciclo delle acque, la Consigliera pentastellata, Maria Muscarà, ha tentato di strappare il microfono alla presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio. Quest’ultima, secondo quanto riferito dal capogruppo Pd Mario Casillo, avrebbe avvertito un malore, che ha reso necessario la chiamata al 118.

Due i motivi della bagarre innescata dai Cinque Stelle: la mancata discussione del caso De Luca, indagato dalla Procura di Roma per concussione e la legge sull’Acqua, che secondo i pentastellati sarebbe una fotocopia di quella voluta dall’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Il deputato Luigi Gallo (M5S), che era presente in aula insieme al parlamentare Micillo, ha accusato la maggioranza in Consiglio regionale di golpe sull’acqua. “Ventisei articoli votati in 20 minuti – dice Gallo – dicono tutto su un processo legislativo che deve riformare la gestione dei servizi idrici in Campania. C’è stato un golpe per riportare le centinaia di milioni di debiti GORI sulle spalle dei cittadini”.

La legge sull’Acqua spacca anche l’intesa tra Regione e Comune di Napoli. Il sindaco Luigi de Magistris ha annunciato ricorso, affermando: “Non consentiremo a nessuno, che si chiami Caldoro o De Luca, di mortificare un’esperienza in difesa dell’Acqua pubblica, che ci viene invidiata in tutta Italia”.

Padre Zanotelli ha condannato il gesto della Muscarà, ma non senza risparmiare critiche al Pd. “È un tradimento – ha detto il padre colombiano – del referendum e dell’enciclica ‘Laudato sii’ di Papa Francesco. È la stessa legge di Caldoro, che eravamo riusciti a bloccare”.

Di diverso avviso ovviamente il presidente della Giunta regionale, De Luca. “C’è chi fa chiacchiere e chi decide, chi fa propaganda e chi risolve i problemi della gente. Questa legge è un risultato straordinario e in un settore decisivo. Consente di razionalizzare i servizi”.

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