Caso Graziano, cade anche l’accusa di corruzione elettorale. L’ex presidente del Pd campano: “Finisce un incubo”

Il gip di Santa Maria Capua Vetere fa cadere definitivamente l’accusa di corruzione elettorale, l’ultima rimasta dopo che a Napoli era toccata la stessa sorte a quella di concorso esterno alla camorra

Caserta, 24 febbraio – “È la fine di un incubo, una vicenda che ho affrontato con dolore, ma con la convinzione che la giustizia mi avrebbe dato ragione, come è accaduto”. Lo ha affermato Stefano Graziano, consigliere regionale del Pd ed ex presidente del Pd campano – incarico da cui si sospese a seguito delle gravi accuse nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere –, commentando l’archiviazione delle accuse a suo carico. Il gip della Procura di Santa Maria Capua Vetere ha infatti fatto cadere definitivamente l’accusa di corruzione elettorale, l’ultima rimasta dopo che a Napoli era toccata la stessa sorte a quella di concorso esterno alla camorra (vai all’articolo).

“Voglio esprimere la mia gratitudine ai magistrati – ha aggiunto Graziano – per la celerità con cui è intervenuto il provvedimento definitivo che esclude in maniera netta il mio coinvolgimento nella vicenda oggetto di indagine”. E ancora, la speranza che la vicenda diventi “elemento di riflessione per i media, affinché possano valutare con attenzione l’impatto che fatti del genere possono avere sulla reputazione di chi viene coinvolto, soprattutto se, come me, risulta assolutamente innocente”.

“A titolo personale, e a nome della segreteria regionale, esprimo soddisfazione per la definitiva chiusura di una vicenda che ha fatto soffrire Stefano e tutta la nostra comunità, anche in virtù di una campagna denigratoria che ha colpito Graziano e, indirettamente, il partito”. Lo ha affermato il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione.

La vicenda che coinvolse Graziano aveva fatto molto scalpore, tanto che quest’ultimo fu criticato aspramente da alcuni avversari politici, soprattutto dal Movimento 5 Stelle. Alcuni esponenti dem in queste ore hanno chiesto le scuse da parte dei pentastellati. È il caso del deputato Pd Massimiliano Manfredi, per il quale la vicenda “deve far riflettere sui comportamenti adottati da una parte della politica senza attendere che la giustizia facesse il suo corso. E a seguito della quale mi auguro che anche il Movimento Cinque Stelle chieda scusa per i toni di quei giorni”.

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