Voucher e appalti, i referendum si terranno il 28 maggio

La Cgil chiede l’Election Day, ovvero l’accorpamento del voto con le elezioni in oltre mille Comuni. Proposta questa condivisa dal governatore della Puglia e candidato alla segreteria Pd, Michele Emiliano, dai bersaniani e dai Cinquestelle. Il Governo vorrebbe evitare il referendum sui voucher con modifiche all’attuale legge, ma la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, ha annunciato che il sindacato ne chiede “l’abolizione totale”

I referendum sull’abolizione dei voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti, promossi dalla Cgil e dichiarati ammissibili dalla Consulta, al contrario di quello sul Jobs Act che era stato proposto sempre dal sindacato (vai all’articolo), si terranno domenica 28 maggio 2017. Lo ha stabilito quest’oggi il Consiglio dei ministri, anche se il Governo e la maggioranza in Parlamento vorrebbero evitare che si voti sui voucher per scongiurare un possibile risultato avverso, visto quanto accaduto lo scorso 4 dicembre con la consultazione di tipo costituzionale. Per questo lo scorso 9 marzo è iniziato in commissione Lavoro alla Camera l’iter della proposta di modifica alla legge che disciplina l’uso dei voucher.

Con la proposta di modifica, ha affermato a RaiNews24 il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, “si torna a definire i voucher come destinati solo a ‘lavori occasionali’ cioè lavoretti. E’ un abbattimento secco di quello che può essere l’abuso. Non è un maquillage legislativo, incide nel profondo. Limita l’uso solo all’impresa senza dipendenti. Se il monte voucher utilizzati era in buona parte in capo alle aziende di grandi dimensioni, quelle aziende non potranno più utilizzarli. E neanche la Pubblica amministrazione potrà farlo, se non per attività residuali. Poi è un testo di base, possiamo ulteriormente modificarlo”. Per la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, la proposta all’esame della Camera invece “non svuota” il quesito, restando i voucher “uno strumento di precarietà nella Pa e nelle imprese”. “Il voto è il prossimo appuntamento – ha ribadito – essendo Parlamento e Governo assolutamente lontani dall’affrontare i temi di merito posti dai referendum, non in grado di dare soluzioni”.

La Cgil chiede per il 28 maggio l’Election Day, ovvero l’accorpamento del voto con le elezioni in oltre mille Comuni per le quali non è ancora stato scelto il giorno. Al voto, tra le altre città, andranno Genova, Padova, Palermo, Parma, Taranto e Verona. “Vista la data scelta, sarebbe possibile far coincidere il referendum con le elezioni amministrative – ha affermato la segretaria della Cgil – e non perché ci preoccupa il quorum, i Comuni al voto non sono tantissimi, sarebbe solo una scelta oculata, in un’ottica di finanza pubblica”. Proposta quella della Cgil condivisa da Democratici e progressisti e dal governatore della Puglia e candidato alla segreteria Pd Michele Emiliano, che ha affermato: “Voterò due sì e avrei votato anche contro il jobs act e voterei per il ripristino dell’articolo 18”. Favorevoli alla proposta anche i Cinquestelle, che hanno sottolineato come il Governo “potrebbe risparmiare centinaia di milioni di euro, garantendo al tempo stesso una vasta partecipazione al voto referendario”.

Lo strumento dei voucher è stato introdotto nel 2003 dal governo Berlusconi e ha la finalità di “regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto ‘accessorie’, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate”, spiega l’Inps sul proprio sito web. Ogni voucher ha un valore di 10, 20 o 50 euro: una parte va al lavoratore, l’altra in contributi. Nel caso del voucher da 10 euro nominali, per un’ora di lavoro al lavoratore vanno 7,50 euro e 2,50 euro vanno in contributi.

L’altro quesito riguarda, invece, la piena responsabilità solidale tra appaltatore e appaltante nei confronti dei lavoratori. Oggi il lavoratore che fa causa per il mancato pagamento di stipendi o contributi deve citare in giudizio sia appaltatore che committente. Per la legge, qualora un giudice dia ragione al lavoratore, questo deve prima tentare di recuperare il credito dal proprio datore di lavoro e dai subappaltatori, solo in seguito potrà rivolgersi al committente. La Cgil chiede l’abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale degli appalti per difendere i diritti dei lavoratori coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto. Anche per quanto riguarda la responsabilità solidale negli appalti in Parlamento è allo studio una proposta di legge, che dovrebbe servire a ripristinarla.

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