“Napoli fogna infernale”. De Magistris querela il sindaco di Cantù: “Si sciacqui la bocca”

Il sindaco, in una nota, risponde alle frasi del primo cittadino lombardo e annuncia di aver dato mandato all’Avvocatura comunale di presentare una querela per diffamazione

Napoli, 22 marzo – “Prima di parlare di Napoli, il sindaco di Cantù prenda una brocca d’acqua pubblica bene comune e si sciacqui la bocca”. Lo ha affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Il primo cittadino ha informato in una nota di aver dato mandato all’Avvocatura comunale di presentare all’Autorità giudiziaria querela per diffamazione nei confronti del sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, che su Facebook aveva definito “Napoli una fogna infernale”.

A Bizzozero non sembrano essere piaciute alcune frasi pronunciate dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a Quinta Colonna su Rete 4. “Napoli è casa mia” è la frase pronunciata da Salvini che il primo cittadino lombardo non pare accettare. “Fossi stato presente – ha scritto sui social Bizzozero – gli avrei semplicemente detto che casa mia invece è Cantù e la Lombardia è la mia terra, mentre Napoli per me resta una fogna infernale (emblema dell’intera iTaglia) dalla quale mi tengo ben lontano”. Bizzozero ha definito Salvini “il candidato premier naziunal partenopeo” e ancora “un piccolo insignificante leaderuccio naziunal partenopeo”. “Che un personaggio così insignificante rappresenti Napoli e la fogna italica non mi sorprende – ha proseguito Bizzozero –. I napoletani fanno benissimo a votarlo: è perfetto per loro”.

Parole inaccettabili, a cui ha prontamente risposto de Magistris, che ha sottolineato come sia “davvero vergognoso che un eletto del popolo possa permettersi di usare un linguaggio simile nei confronti della nostra città. La rozzezza umana di fronte alla nostra cultura e alla nostra bellezza”. Ma Bizzozero sembra non voler capire e su Facebook continua ad attaccare Napoli. Oggi il primo cittadino del paesino alle porte di Como, ha scritto sul social network: “Se avessi scritto che Napoli è una città pulita, civile e ordinata, nella quale non esistono illegalità, né criminalità, né degrado ambientale o sociale, né esistono parassiti, raccomandati, furbetti o approfittatori; se avessi scritto che Napoli è una città modello dalla quale tutti dovrebbero prendere esempio; avrei raccolto migliaia di messaggi di sostegno, ma non avrei detto la verità. La verità è un’altra. Io l’ho detta e mi sono preso insulti infiniti”.

“Ma qual è il problema di fronte a questa verità oggettiva? Da fastidio l’uso del termine ‘fogna infernale’? Ne facciamo dunque una questione di termini utilizzati? Di forma? Trovate un altro termine. A me i termini non importano. Io preferisco la sostanza. E la sostanza è evidente. – ha proseguito Bizzozero – Napoli è una città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile. L’immagine perfetta per la sostanza del paese di cui è parte (e di cui, purtroppo, facciamo parte anche noi) che è anch’esso esattamente così ovunque. Napoli è solo più avanti di altri in questo. Però – ha concluso – i napoletani non amano sentirselo dire”.

Parole che si commentano da sole, una lista infinita di luoghi comuni sulla città di Napoli. Parole davvero vergognose, come giustamente le ha definite de Magistris. Ancor più gravi poiché pronunciate da un pubblico amministratore. Come vergognose sono le parole pronunciate da Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo. “Durante la crisi dell’euro, i paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i paesi interessati dalla crisi. Come socialdemocratico, do grande importanza alla solidarietà. Ma ci sono anche dei doveri. Non puoi spendere tutti i soldi in alcol e donne e poi chiedere aiuto”, ha detto Dijsselbloem in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). Frasi che non sono piaciute a molti politici del Sud Europa, tra cui il sindaco de Magistris che fra l’altro è stato in passato europarlamentare e conosce bene le istituzioni europee. Secondo de Magistris l’Europa ha davanti a sé tre strade: “Proseguire su quella percorsa in questi anni che ha prodotto cose buone, ma che sta mostrando tutte le sue crepe e che ha dato vita a disuguaglianze e liberismi; può dare spazio alle politiche di Le Pen, di Salvini, degli egoismi e dei nazionalismi; oppure – ha spiegato de Magistris – si può provare a costruire un’Europa dei popoli e dei diritti attraverso la creazione di reti di città e convergenze con movimenti, associazioni ed esperienze di difesa dei beni comuni, progetto che ci vede impegnati”.

Secondo il sindaco di Napoli, “mai come in questo momento serve un’Europa forte in tema di giustizia sociale, di uguaglianza, che abbia una politica di sicurezza e di difesa e una politica internazionale”.

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