Presunte pressioni su funzionaria comunale, Luigi Cesaro indagato dalla Dda di Napoli

Il deputato campano è indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Pip di Marano, che ha portato in carcere i fratelli Aniello e Raffaele

Napoli, 1 giugno – Il deputato campano di Forza Italia, Luigi Cesaro, alias Giggino ‘a Purpetta, è indagato con l’accusa di minacce a pubblico ufficiale con l’aggravante di aver favorito un clan della camorra: i Polverino di Marano. Nell’ambito dell’inchiesta sul Pip di Marano (piano di insediamento produttivo del Comune, ndr) sono finiti in carcere mercoledì 24 maggio i fratelli del deputato, gli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro. Il politico forzista dovrà, invece, presentarsi in Procura l’8 giugno. Secondo gli inquirenti, Cesaro avrebbe fatto pressioni sulla funzionaria Paola Cerotto, all’epoca responsabile dell’Urbanistica del Comune di Marano (ora lavora al Comune di Napoli, ndr).

Cerotto sarebbe la professionista che si è messa di traverso al piano di insediamento produttivo, contestando la validità dei collaudi e sequestrando capannoni ritenuti non a norma. È stata proprio Cerotto, correndo alla polizia giudiziaria, a denunciare di essere stata intimidita. Secondo quanto è scritto nell’ordinanza chiesta e ottenuta dai pm Mariella Di Mauro e Giuseppe Visone, del pool coordinato da Giuseppe Borrelli, “l’architetto Cerotto aveva incontrato, per motivi personali, Luigi Vergara, politico di Sant’Antimo da lei conosciuto da molti anni per ragioni professionali, molto legato ai Cesaro. Vergara nel corso del colloquio le aveva palesato la volontà dell’onorevole Luigi Cesaro di avere un incontro con lei in relazione ai controlli sul Pip di Marano, avviati dall’ufficio da lei diretto; ha subito manifestato la sua non disponibilità ad acconsentire a tale richiesta; Vergara, evidentemente informato di queste circostanze dai Cesaro, le aveva chiesto se oltre al controllo dei capannoni si stesse occupando anche della verifica dei collaudi alle infrastrutture; la domanda, a cui aveva risposto negativamente, le aveva provocato grande preoccupazione ed irritazione in quanto la notizia delle verifiche sui collaudi era assolutamente riservata, il che significava che i Cesaro avevano accesso ad informazioni coperte da segreto”.

Secondo il Gip, riporta ilfattoquotidiano.it, “si è registrato come praticamente tutti coloro i quali hanno rivestito un ruolo tecnico o politico nella vicenda si sono piegati alla forza politica dei Cesaro che con disinvoltura minacciano di non far lavorare più ingegneri che cedono al ricatto apponendo firme o consegnando timbri così consentendo la formazione di atti falsi. La Cerotto è forse la prima persona che ufficialmente reagisce a tale modus operandi e si infastidisce per i tentativi di avvicinamento dei Cesaro”.

“La decisione della Procura di ascoltami mi darà l’occasione di ricostruire i termini di una vicenda assolutamente lineare e priva di qualsiasi connotazione di rilevanza penale. L’auspicio è che, in tale modo, io possa contribuire ad interrompere una incivile spirale mediatica di demonizzazione della mia persona” è la replica del deputato Cesaro.

“A questo proposito – ha sottolineato il parlamentare – già da qualche giorno ho denunciato per calunnia chi ha voluto, con criminale farneticazione, attribuirmi comportamenti illeciti in occasione delle elezioni comunali di Sant’Antimo di qualche anno fa”. Il deputato si riferisce a Ferdinando Puca, pentito dell’omonimo clan di Sant’Antimo, che lo accusa di aver pagato uomini della camorra per avere voti intimidendo l’elettorato.

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