De Luca torna ad attaccare il governo Meloni: “Non pensavo ci fosse il cabaret a Palazzo Chigi”

Il governatore sarcastico sul video girato dalla premier nella giornata del Primo Maggio: “Ma in quale paese del mondo avviene una cosa del genere? Dobbiamo avere fiducia di chi?”

Avreste mai immaginato che a Palazzo Chigi ci fosse il cabaret? Ho visto queste immagini, mi sono emozionato. Il presidente del Consiglio che camminava, che bello. Poi entrava nell’aula del Consiglio dei ministri, suonava la campanella e tutti i ministri che battevano le manine“. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo all’assemblea di Confindustria a Caserta che si è tenuta quest’oggi nella sede della Coca Cola Hbc Italia, nell’area industriale di Marcianise. Il riferimento è al video girato dalla premier Meloni nella giornata del Primo Maggio, per illustrare le misure del governo in tema di lavoro.

“Il ministro Pichetto con il cappello a tre punte, mi sono ricordato di Heidi, le caprette ti sorridono. Ma in quale paese del mondo avviene una cosa del genere? Dobbiamo avere fiducia di chi? Ovviamente devo dire per onestà intellettuale che il panorama è desertificato a 360 gradi”, ha proseguito De Luca con i suoi proverbiali toni sarcastici.

Il governatore ha anche parlato della gestione dei Fondi Sviluppo e Coesione, usando toni molto duri all’indirizzo del ministro Fitto. “Il ministro Fitto si è inventato che, siccome non riusciamo a spendere i 200 miliardi del Pnrr e ci sono progetti che sicuramente non realizzeremo entro il 2026, prendiamo i progetti che non riusciamo a realizzare e li finanziamo con il Fondo sviluppo e coesione, la cui scadenza è nel 2029. Risultato: da 9 mesi stanno bloccando 21 miliardi di euro che sono pronti, destinati per l’80% al Sud. La Regione Campania dovrebbe avere 5 miliardi e 600 milioni di euro. Sono bloccati. Nell’indifferenza generale stanno compiendo un atto di delinquenza politica”.

“Cosa vuol dire? Lo dico agli imprenditori meridionali. Vuol dire che in Italia in questo momento si sta liquidando la politica di coesione. Già la politica di coesione era liquidata prima, perché in gran parte i fondi europei coprivano le risorse ordinarie e non erano aggiuntivi, ma ora stanno togliendo anche i fondi destinati necessariamente al Sud. E nessuno dice niente. È una doppia truffa – rimarca De Luca –, ci tolgono i soldi e li utilizzano non per il Sud ma spalmando queste risorse sul piano nazionale. Io voglio essere fiducioso ma in queste condizioni è dura, è complicato, veramente dobbiamo passare alla lotta armata, non voglio dire il lanciafiamme ma siamo a quel punto”.

L’allarme di De Luca è infatti proprio sulla spesa dei fondi del Pnrr. “Non ce la faremo ad attuare il Pnrr, non ce la faremo a spendere queste risorse. Non ci sono le capacità progettuali, non c’è il personale amministrativo, non c’è il contesto burocratico e giudiziario per consentire quegli investimenti. Solo per varare un progetto dobbiamo acquisire un altro parere, quello per certificare di non produrre danno ambientale, e solo per questo parere serviranno mesi. Poi dobbiamo utilizzare la piattaforma digitale Regis che non funziona, sono stati incaricati i prefetti di mettere insieme le tesorerie provinciali della Banca d’Italia per verificare il livello di spesa e di certificazione. Un manicomio. Questo non è un Paese abituato a investire. Non ce la faremo ad attuare il Pnrr”.

“Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Resilienza, la parola è bella. Chiamatelo solo piano di ripresa. Non abbiamo detto agli italiani che il 60% di quelle risorse le dobbiamo restituire, sono prestiti. Prestiti che si aggiungono al debito pubblico. La sensazione invece che stiamo dando agli italiani è che noi abbiamo avuto in regalo dall’Europa 211 miliardi di euro. Invece sono prestiti che dovranno pagare quelli che verranno dopo di noi. Bene, abbiamo preso in mano il Pnrr e – prosegue il governatore – siamo stati talmente capaci di attribuire queste risorse a 5.700 soggetti attuatori. Questo è un Paese serio? È una classe dirigente questa? Si può immaginare che possano gestire oltre 200 miliardi di euro 5.700 stazioni appaltanti? Abbiamo considerato stazioni appaltanti Comuni di 5mila abitanti, le aziende municipalizzate di trasporto e di pulizia. Questo perché quelli prima al Governo erano talmente furbi che volevano fare un’alleanza con 8mila Comuni italiani per tagliare fuori le Regioni. Bene, sono andati a sbattere contro il muro”.

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