Criminalità giovanile, il sindaco di Napoli Manfredi: “Troppe armi tra i minorenni”

Il primo cittadino ha parlato del tema della criminalità giovanile a margine del Consiglio comunale odierno. Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto Caivano, con l’inasprimento di alcune misure per la punibilità dei giovani. Meloni: “Quello di oggi è segno di uno Stato che decide di metterci la faccia”

Napoli, 8 settembre 2023 – “C’è un’eccessiva disponibilità di armi soprattutto da parte dei minorenni, un’emergenza a cui bisogna dare risposte, ma dall’altro bisogna creare occupazione, crescita, lavorare sui temi sociali”. A dirlo il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine del Consiglio comunale odierno e all’indomani dei funerali di Giovanbattista Cutolo, ucciso da un 17enne a piazza Municipio con tre colpi di pistola per futili motivi.

“Come Comune, malgrado le difficoltà da cui siamo partiti – ha sottolineato Manfredi –, abbiamo assunto assistenti sociali, più maestre, educatori proprio per potenziare i servizi e fare in modo che le azioni di supporto di servizio sociale che sono indispensabili vengano rafforzate. Le persone stanno lavorando – ha proseguito – hanno preso in carico tanti minori e la piattaforma sulla dispersione lavora a pieno regime. Ci rendiamo conto che si deve fare di più, ma quello che dobbiamo fare lo stiamo facendo”.

“La mancanza di lavoro – ha proseguito il primo cittadino – è un problema atavico di questa città e bisogna rispondere con un’azione di controllo maggiore ma anche creando opportunità di sviluppo che significa più lavoro, più possibilità di dare occupazione ai tanti che lo chiedono e ai tanti giovani che vogliono restare. Noi dobbiamo dare risposte. Qualsiasi azione – ha aggiunto – non può prescindere dalla logica di sviluppo di Napoli, creando più opportunità e possibilità di reddito”.

Intanto oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto Decreto Caivano, contenente misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Il testo ha avuto un’accelerazione dopo i fatti relativi agli stupri di Palermo e appunto Caivano (vai all’articolo). Il decreto prevede l’aumento delle pene per i minori trovati in possesso di armi o stupefacenti, inoltre sarà più facile per i minori finire in carcere con l’abbassamento della soglia (da 9 a 6 anni) che consente di applicare la misura della custodia cautelare. Nel testo non c’è invece l’abbassamento dell’età per l’imputabilità. L’avviso orale, cioè una convocazione del minore che avrebbe commesso un reato, da parte del questore, ora sarà possibile rivolgerlo anche “ai soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età”. Se il soggetto al quale è stato notificato l’avviso risulta condannato “anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona, il patrimonio, o per reati inerenti ad armi o droga, il questore può proporre al tribunale il divieto di utilizzare piattaforme o servizi informatici e telematici specificamente indicati, nonché il divieto di possedere telefoni cellulari”.

Critico su quest’ultimo punto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Non è una questione risolutiva. Certamente per un giovane è un segnale forte ma non è che si risolve perché poi, magari, se lo fanno prestare dal fratello o trovano il modo di usarlo”. Tajani ha sottolineato l’importanza della rieducazione dei giovani criminali. “Un giovane criminale è un criminale ma non è detto che debba esserlo per tutta la vita. Noi dobbiamo tagliare i legami con il mondo del crimine”. Il ministro ha aggiunto che ritiene giusto ridurre l’età massima dei detenuti nelle carceri minorili da 25 a 18 anni perché “a 25 anni sono padri di famiglia, non si possono considerare giovani”.

Tramite il decreto Caivano viene nominato Fabio Ciciliano commissario alla riqualificazione del popoloso comune a Nord di Napoli. Ciciliano, proveniente dalla Polizia di Stato, avrà il compito di gestire i 30 milioni di euro che il decreto legge approvato oggi destina per il piano di interventi volto a fronteggiare le situazioni di degrado, vulnerabilità sociale e disagio giovanile presenti nel territorio del Comune campano.

“Su alcune materie in passato lo Stato ha preferito occuparsi di altro, ha dato il segnale che su alcune questioni era meglio non entrare, che metterci la faccia poteva essere pericoloso. Invece penso che quello di oggi sia un segno di uno Stato che decide di metterci la faccia”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, dopo l’approvazione del decreto. “Bisogna affrontare il tema della dispersione scolastica con determinazione: bisogna garantire l’obbligo scolastico. Basta minorenni che girano armati”, ha aggiunto Meloni.

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