Caivano, la premier Meloni sui raid degli scorsi giorni: “Non ci fate paura, risponderemo colpo su colpo”

Dopo la visita nel Parco Verde delle scorse settimane Meloni è tornata a parlare della lotta alla criminalità organizzata. Don Patriciello: “Voglio credere alle promesse di Meloni. Sugli spari un’interpretazione esatta non ce l’ho”

“Questo sarà l’anno in cui si vedrà che è tornato lo Stato nelle zone franche. Lo dico alla criminalità organizzata che a Caivano pensa di intimidirci con le sue paranze. Risponderemo colpo su colpo: non ci fate paura”. Così la premier Giorgia Meloni durante un’assemblea di Fratelli d’Italia, commentando le stese delle scorse ore (vai all’articolo), seguite alla visita a Caivano della stessa Meloni nelle scorse settimane e alle operazioni di polizia nell’area.

“Se Meloni non avesse avuto la certezza di mantenere le promesse non penso ci avrebbe messo la faccia, per cui ci voglio credere”, le parole di Don Maurizio Patriciello durante un incontro della commissione anticamorra della Campania in Consiglio comunale a Napoli. “Ci sono volte in cui la tattica dello Stato non ha funzionato – ha aggiunto il parroco del Parco Verde –, vediamo se ora funziona. Io spero sia così e ho detto a Meloni: ‘abbiamo un grande desiderio di applaudire, ma sappiamo anche fischiare’. Ora aspettiamo che inizi il cammino mentre già arrivano i profeti di sventura”.

Sugli spari – ha affermato Don Patriciello – una interpretazione esatta non ce l’ho. Penso che possono essere il frutto di una lotta tra clan che in questo momento in cui evidentemente i capi sono in galera loro si stanno spartendo il territorio. Se è così dimostra tutta la loro debolezza sul territorio. Perché una persona intelligente, una persona normale una stesa al parco Verde in questi giorni non l’avrebbe fatta: abbiamo gli occhi addosso di tutta l’Italia, del governo, del parlamento, del presidente della Repubblica. Vuol dire che sono stupidi, vuol dire che sono in grossa difficoltà, quindi – ha concluso – non è un segnale di forza ma un segnale di grande debolezza. Poi può darsi che sia anche una sfida allo Stato, le due cose non si escludono”.

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