Ipotesi cozze contaminate dall’estero vendute insieme a quelle nostrane: scatta l’inchiesta sulla filiera

Napoli, 26 marzo 2026 – Un possibile focolaio di epatite A sta destando preoccupazione tra Campania e Lazio, dove diversi casi sospetti sono finiti sotto la lente delle autorità sanitarie e giudiziarie. A coordinare le indagini è la Procura di Napoli, con il supporto operativo dei NAS di Napoli, impegnati a ricostruire l’origine del contagio.
Secondo le prime ipotesi investigative, il veicolo dell’infezione potrebbe essere rappresentato da partite di cozze contaminate provenienti dall’estero, che sarebbero state commercializzate insieme a prodotti locali senza un’adeguata distinzione. Un sospetto che, se confermato, aprirebbe scenari critici sulla tracciabilità e sui controlli nella filiera ittica.
Le verifiche si stanno concentrando su mercati ittici, punti vendita e ristorazione, con campionamenti e analisi microbiologiche per individuare eventuali lotti contaminati. Al centro dell’inchiesta anche possibili irregolarità nelle etichettature e nei sistemi di conservazione, elementi cruciali per garantire la sicurezza alimentare.
Le autorità sanitarie invitano intanto i cittadini alla prudenza, raccomandando il consumo di molluschi solo se ben cotti e provenienti da filiere certificate. L’epatite A, infatti, è una malattia virale che si trasmette frequentemente attraverso alimenti contaminati e può causare sintomi anche severi, soprattutto nei soggetti più fragili.
L’indagine è ancora nelle fasi iniziali, ma l’obiettivo è chiaro: individuare eventuali responsabilità e prevenire ulteriori casi, tutelando la salute pubblica e la qualità del settore ittico locale.
