Emergenza ecomafia in Campania: oltre 15 ecoreati al giorno nel 2026

Presentato il nuovo report di Legambiente: oltre 15 reati al giorno tra gestione illecita dei rifiuti, abusivismo edilizio e green corruption

1 ottobre 2026 – La Campania non cede il passo e si attesta, ancora una volta, al vertice della classifica nazionale della criminalità ambientale. I dati del Rapporto Ecomafia 2026 firmato da Legambiente tracciano un quadro severo per il territorio regionale: nel solo anno trascorso sono stati accertati 5.636 reati ambientali, una media impressionante che supera i 15 illeciti al giorno. La regione concentra da sola il 15,8% dei reati nazionali, confermando come il Mezzogiorno continui a essere il terreno d’elezione per gli affari ecomafiosi.

Il motore economico delle ecomafie continua a essere trainato da due filiere storiche, vale a dire il ciclo dei rifiuti e l’abusivismo edilizio. Nel ciclo illecito dei rifiuti, la Campania domina la graduatoria con 2.034 reati accertati, pari al 18,6% del totale nazionale, portando alla denuncia di 1.803 persone e a oltre mille sequestri. A guidare la classifica delle province più colpite è Napoli con 818 contestazioni, seguita da Caserta e Salerno. Sul fronte del cemento selvaggio e dell’abusivismo edilizio, la provincia di Salerno si posiziona al primo posto in Italia con 615 illeciti, precedendo Napoli con 367 e Avellino con 253.

Accanto ai tradizionali reati di strada o di cantiere, il rapporto di Legambiente evidenzia un salto di qualità delle organizzazioni criminali, sempre più orientate ad infiltrarsi nei processi decisionali ed amministrativi. La cosiddetta green corruption trova terreno fertile nelle maglie delle autorizzazioni ambientali, degli appalti pubblici e della gestione degli impianti. Non si tratta più soltanto di sversamenti abusivi nelle campagne, ma di vere e proprie strategie finanziarie ed imprenditoriali capaci di alterare la libera concorrenza e danneggiare in modo permanente la sicurezza del territorio. Per arginare questa tendenza, Legambiente rinnova l’appello alle istituzioni e alle forze dell’ordine per un rafforzamento dei controlli sugli impianti, una maggiore trasparenza nelle filiere autorizzative e un’applicazione rigorosa dei delitti ambientali previsti dal Codice Penale.

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