Maturità 2026, promossa la prima prova a Napoli: “Tracce accessibili, abbiamo potuto esprimerci”

Negli storici licei cittadini vince l’attualità: l’articolo di Wenke Husmann sulla perdita della “meraviglia” e il discorso di Saragat alla Costituente i più gettonati dai candidati


Napoli, 18 giugno 2026 – Sorrisi, abbracci e un diffuso senso di sollievo. Fuori dai cancelli dei principali licei e istituti di Napoli, la prima giornata degli esami di Maturità 2026 si chiude con un bilancio decisamente positivo. Nessun dramma, nessuna traccia “trappola” o autore troppo oscuro: la stragrande maggioranza degli studenti napoletani si dice soddisfatta delle opzioni proposte dal Ministero per lo scritto di Italiano. Una panoramica tra i corridoi e i cortili dei plessi storici della città – dal Sannazaro al Vico, fino all’istituto Galilei – conferma che i ragazzi hanno trovato pane per i loro denti, riuscendo a valorizzare i rispettivi percorsi di studio.

Il boom dell’attualità: la caccia all’incanto perduto – A fare la parte del leone tra le scelte dei maturandi è stata la Tipologia C, il tema di attualità. In particolare, ha riscosso un successo straordinario l’articolo di Wenke Husmann (pubblicato su Internazionale) incentrato sulla perdita dello stupore nel mondo contemporaneo e sulla necessità di riscoprire una “versione adulta dell’incanto” in un’epoca in cui la scienza e la tecnologia spiegano e razionalizzano ogni fenomeno.

“Ho scelto subito la traccia sulla meraviglia”, racconta Francesca, studentessa del liceo classico Sannazaro di Vomero. «È un argomento che ci tocca da vicino: viviamo costantemente connessi, bombardati da informazioni, e spesso ci dimentichiamo di fermarci a guardare il mondo con autentico stupore. È stato bello poter declinare questo concetto partendo dalle nostre esperienze personali».
Dello stesso avviso molti compagni di classe che hanno visto nella riflessione sul “tempo e le ripartenze” di Mario Calabresi (“Alzarsi all’alba”) un’ottima sponda per raccontare le ansie e le aspettative di una generazione pronta al grande salto verso l’università o il mondo del lavoro.

La Costituzione unisce i licei e i tecnici – L’altro grande polo d’attrazione di questa prima prova è stato il testo argomentativo di carattere storico (Tipologia B1), incentrato sul celebre discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente nel 1946. Molti candidati degli istituti tecnici e scientifici hanno preferito questa traccia, vedendovi un legame forte con l’educazione civica e l’attualità geopolitica.

Identità e cittadinanza: I ragazzi hanno sottolineato come il richiamo di Saragat alla responsabilità e alla difesa della libertà democratica sia drammaticamente attuale, visti i complessi scenari internazionali odierni. Solidità dei contenuti: “Si trattava di una traccia chiara, su cui avevamo lavorato molto durante l’anno», spiega Marco, maturando di un istituto tecnico di Fuorigrotta. «Analizzare la nascita della nostra democrazia è sembrato il modo più solido e sicuro per strutturare un bel saggio”.
Se l’analisi scientifica basata sul testo di Piero Bianucci ha intercettato il favore di una buona fetta di studenti dello Scientifico, lo scoglio più temuto si è rivelato – come da tradizione – l’analisi del testo poetico. La lirica di Cesare Pavese, “Passerò per piazza di Spagna”, pur considerata splendida, è stata scelta soprattutto dai più appassionati di letteratura, mentre molti l’hanno aggirata per timore di non aver approfondito abbastanza l’autore nelle ultime, frenetiche settimane di scuola.

Mandata in archivio la prima prova con un clima di generale ottimismo, la concentrazione si sposta ora sulla giornata di domani. Per i ragazzi non c’è tempo di festeggiare: la seconda prova, specifica per ogni indirizzo, rappresenta il vero giro di boa dell’esame. Ma lo scoglio della pagina bianca, a Napoli, è stato ampiamente superato.

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