Napoli sotto la morsa del caldo: è allerta arancione, ma l’hinterland resta al buio e senza condizionatori

L’ondata di calore eccezionale manda in tilt la rete elettrica nella provincia: blackout prolungati e disagi insostenibili a Quarto e nei comuni limitrofi

19 luglio 2026 – L’ondata di caldo record che sta investendo Napoli e la sua area metropolitana non è più solo un’emergenza climatica, ma si sta trasformando in una vera e propria crisi infrastrutturale. Con l’allerta arancione dichiarata formalmente dal Comune di Napoli per fronteggiare temperature ben al di sopra delle medie stagionali, i rischi per la salute si sommano ora a pesanti disservizi tecnologici. Il picco dei consumi energetici, dovuto all’uso massiccio e simultaneo dei sistemi di refrigerazione, ha letteralmente mandato in sovraccarico la rete elettrica. A fare le spese di questo cortocircuito sono soprattutto i comuni della cintura metropolitana. La situazione più critica si registra a Quarto, dove interi quartieri sono rimasti completamente al buio per ore.

Senza energia elettrica, e di conseguenza con i condizionatori e i ventilatori spenti, centinaia di residenti si sono ritrovati intrappolati in appartamenti diventati invivibili, con temperature interne che hanno sfiorato livelli record. Il blackout ha colpito indiscriminatamente anche le attività commerciali e i soggetti più fragili, costretti a fare i conti con l’assenza di ventilazione in una delle giornate più calde dell’anno.

Mentre i tecnici sono al lavoro per tentare di ripristinare la normale erogazione del servizio e riparare i guasti causati dal surriscaldamento delle centraline, la cittadinanza chiede risposte strutturali. Il timore diffuso è che, con il persistere dell’ondata di calore, la rete possa cedere nuovamente, lasciando migliaia di famiglie senza le difese minime contro l’afa asfissiante di queste ore.

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