Predissesto, de Magistris: “Il Governo decida da che parte stare. Ai sindaci viene dato sempre il cerino in mano”

Il sindaco di Napoli: “Hanno dato 5 miliardi e mezzo alle banche. I sindaci non hanno mai osato, pur potendolo fare, chiedere miliardi di euro”

Napoli, 11 settembre – “Se vogliamo dare concretezza a parole molto serie del presidente della Repubblica (“la politica rifletta sul clima”, ha detto Mattarella in riferimento ai fatti di Livorno, ndr), evitando che rimangano un monito, il Governo nello scrivere la manovra finanziaria, da qui a 20 giorni, deve decidere se in questo Paese sono più importanti i manager delle banche venete e gli F35, oppure i cittadini, i territori, i beni comuni, i giovani, il lavoro e la solidarietà”. Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando quest’oggi con i giornalisti a Palazzo San Giacomo.

“Come Anci abbiamo detto che c’è chi sta in situazioni drammatiche, come gli enti in predissesto, ma non è che gli altri navigano nell’oro, basta vedere Livorno a proposito di navigare. Come sindaco di una città in predissesto, che governa da 6 anni una città senza soldi – ha proseguito de Magistris –, e che ha riscattato una città del Sud, mi sento di essere vicino, indipendentemente dalle appartenenze politiche, ai sindaci del nostro Paese, a cui viene assegnato sempre il cerino in mano. I sindaci sono quelli che mettono sempre la faccia davanti ai cittadini, sono quelli senza risorse. Credo che sia venuto il momento di dire basta”.

“Il Governo non dica che non ci sono i soldi. Hanno dato 5 miliardi e mezzo alle banche. I sindaci non hanno mai osato, pur potendolo fare, chiedere miliardi di euro. I sindaci non hanno chiesto neanche soldi certe volte, ma semplicemente di eliminare delle gabbie normative. Se il Governo non lo fa, non è disattenzione ma diventa volontà, una volontà politica dolosa. Si assumeranno la responsabilità degli effetti di una politica che non tiene più conto degli Enti locali”.

“Gentiloni ha dimostrato, almeno sui tavoli in cui ci siamo confrontati, e qui non parlo come Anci ma come sindaco di Napoli – ha detto de Magistris –, di voler dimostrare rispetto indipendentemente dalle appartenenze politiche, di chi si trova ad amministrare, non per caso, ma perché eletto dagli elettori. Voglio auspicare – ha concluso de Magistris – che ci sia un segnale finalmente forte nei confronti dei sindaci d’Italia, i sindaci dei piccoli Comuni e i sindaci che governano in predissesto, che sono quelli che non possono né assumere né investire”.

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