Pino Daniele e i mille colori di Napoli: un ricordo del grande artista che ha saputo emozionare il mondo con la sua musica

Napoli ti saluta Pino, con “Napule è”. Flash Mob a Piazza del Plebiscito alle 20,45. Saremo lì in piazza, per cantare insieme e salutare il cantautore, il menestrello, il poeta, l’uomo che ha portato “Napule” nel mondo

Grande dolore nel mondo della musica. Grande dolore tra i vicoli della sua amata città, quella “Napule è mille culure” ritratta nelle sue canzoni. I cittadini partenopei piangono la scomparsa di un artista senza pari, volato in cielo troppo presto. Un cantante dal timbro inconfondibile, un poeta che con le sue parole ha fatto emozionare migliaia di persone, un musicista capace di far parlare la sua chitarra. L’amore per Napoli, lo sguardo di chi, pur essendo andato via, non ha dimenticato le sue radici, portando con orgoglio nel cuore la sua città. Questo è Pino Daniele.

Nato in un “basso”, Giuseppe Daniele cresce a pane e musica, assaporando le diverse influenze della Napoli degli anni ’70. Il blues e il jazz d’Oltreoceano, la tarantella napoletana, la musica degli artisti di strada, tutto stimola la sua creatività. La lingua napoletana è il terreno su cui fonda la sua musica, per portare fuori “dai vicoli dove non entra mai il sole” la millenaria cultura partenopea.

I “Napoli Centrale” il gruppo del suo esordio, dove conosce un artista e un amico che lo accompagnerà per tutta la vita: il sax tenore James Senese, un afroamericano napoletano, un figlio della guerra, un “Nero a metà” come amerà autodefinirsi lo stesso Pino dando il titolo al suo celebre album del 1980. “Terra mia” il singolo che lo porta al successo come solista, una ballata sofferente dedicata alla sua amata città. Nello stesso disco si fa strada “Napul’ è”, la sua canzone-manifesto, scritta a soli 18 anni. Una fotografia dolce amara di Napoli, il dolore per una città offesa e maltrattata, “na carta sporca” di cui “nisciune se ne importa”, e contemporaneamente l’amore, la meraviglia per le sue straordinarie bellezze.

Pino-Daniele-Napoli

Gli anni ’80 iniziano con un memorabile concerto a Piazza del Plebiscito a Napoli in compagnia di artisti, amici tutti “made in Naples”. Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e, ancora una volta, il grande James Senese, rappresentanti di quel “Neapolitan Power” di cui si fa portatore Pino Daniele. E porterà veramente Napoli nel mondo Pino, con concerti in tutta Europa, riempiendo l’Apollo di New York, l’Olympia di Parigi, aprendo il concerto di Bob Marley al San Siro di Milano (1980) e collaborando con artisti come Pavarotti, Chick Corea, Wayne Shorte e Eric Clapton, con cui ha suonato al suo festival di Chicago nel 2010.

La sua storia è segnata da un’altra intensa amicizia, quella con il conterraneo Massimo Troisi. Un brano scritto dal grande attore compare nell’album “Che Dio ti benedica” del 1993 e per lui Pino scrive “Quando”, colonna sonora del film di Troisi “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”.

Quarant’anni di musica, in cui Pino Daniele ha saputo fondere innovazione e tradizione, con un occhio rivolto all’America ed uno all’amata Partenope. Quarant’anni in cui generazioni di fan sono cresciuti, si sono commossi e hanno imparato dalle sue canzoni, dai suoi testi semplici e mai banali, dalle sue poesie. Uno guardo lucido quello di Pino Daniele, uno sguardo che sapeva andare lontano, che sapeva cogliere le contraddizioni del suo tempo e della sua città. Il suo ultimo saluto dal palcoscenico di Courmayeur nella trasmissione “L’anno che verrà” nella notte di Capodanno. “Quando”, “Io per lei”, “Yes, I Know My Way” e, a grande richiesta, “O’ Scarrafone” le canzoni che ha cantato. Le sue parole, le sue melodie l’eredità che ci ha lasciato per sempre.

E per salutare l’uomo e il grande artista che ha fatto emozionare generazioni intere, il popolo di “Napule è” si incontrerà questa sera alle 20,45 a Piazza del Plebiscito per cantare insieme.

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