Maxiemendamento alla legge di Stabilità regionale, Ciarambino: “De Luca, con la complicità del centrodestra, aumenta i privilegi della Casta”

Il maxiemendamento alla legge di Stabilità arriverà domani in Consiglio regionale per l’approvazione. Il Movimento Cinque Stelle ne contesta soprattutto l’art.5, che definisce nuovi criteri di attribuzione delle pensioni dei consiglieri regionali

Napoli, 20 dicembre – Passa in commissione bilancio il maxiemendamento all’art.5 della legge di Stabilità della Regione Campania, che va a definire nuovi criteri di attribuzione delle pensioni ai consiglieri regionali. La nuova pensione per i consiglieri verrà, grazie a tale articolo, regolamentata con un “sistema di calcolo contributivo secondo la medesima disciplina prevista per i componenti della Camera dei Deputati”. Si andrà in pensione a partire da 65 anni e a versare i contributi saranno per l’8,80% i consiglieri stessi, per il 24% il Consiglio regionale. Il maxiemendamento arriverà domani in Consiglio regionale per l’approvazione.

Durissima la presa di posizione del Movimento 5 Stelle, che con Valeria Ciarambino ha dichiarato: “De Luca e la sua maggioranza portano in Consiglio regionale la legge di Stabilità della casta, con la complicità del centrodestra. Scompaiono gli articoli che penalizzano i consiglieri assenteisti, gli stipendi dei direttori generali della sanità nominati direttamente da De Luca saranno aumentati del 20%. Ma il peggio arriva all’articolo 5: non solo vengono respinti tutti gli emendamenti del M5S per tagliare i vitalizi già maturati, ma si arriva ad introdurre un nuovo ‘vitalizio contributivo’”.

“Basteranno cioè – continua la Ciarambino – solo 4 anni e mezzo di consiliatura per maturare il diritto a percepire la pensione, alla faccia di tutte le persone normali che devono faticare una vita intera per pensioni da fame. E la vergogna non finisce più: i consiglieri che già percepiscono uno, due, tre vitalizi percepiranno in aggiunta anche questo nuovo vitalizio mascherato. Abbiamo già denunciato – ha concluso – questo scandalo e faremo battaglia in Consiglio”.

La replica arriva dall’ufficio legislativo della Regione che in una nota informa: “Il vitalizio resta soppresso e i consiglieri eletti da questa Legislatura non avranno alcun appannaggio a tale titolo. Restano i vitalizi per i consiglieri eletti nelle precedenti legislature, materia già trattata dalla Corte Costituzionale che li ha considerati diritti acquisiti e, in quanto tali, intangibili. Con il provvedimento approvato in Commissione Bilancio – prosegue – si è stabilito che la prestazione matura al 65esimo anno di età e non al 60esimo, come era previsto dalla legge 1 del 2012”.

“Quanto agli assessori – continua – va rilevato che l’estensione ai componenti della Giunta era già vigente, come da legge regionale del 2005. Il testo definisce solo il riferimento al sistema di calcolo stabilendo le aliquote contributive: per un dipendente regionale si tratta di 32,65 (quota a carico della persona 8,85; a carico dell’Ente 23,89) mentre per un consigliere regionale il totale dell’aliquota è di 33 (a carico della persona 8,80; a carico dell’Ente 24,20)”.

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