Ospedale di Nola, pazienti curati a terra. De Luca chiede il licenziamento dei responsabili del pronto soccorso, ma i problemi della sanità campana restano

Fanno discutere le foto postate su Facebook di malati curati sul pavimento per mancanza di posti letto. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha chiesto il licenziamento dei responsabili del pronto soccorso e del presidio ospedaliero di Nola

Napoli, 9 gennaio – Fanno discutere le foto pubblicate su Facebook, che ritraggono un operatore del 118 accanto a due donne, curate sul pavimento per mancanza di posti letto nell’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola.

“Abbiamo preferito curare a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo ‘sequestrate’ due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare”. Con queste parole si è difeso Andrea De Stefano, direttore sanitario della struttura. “Una di quelle persone – ha aggiunto – era in arresto cardiaco, ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto”. A suo giudizio le immagini diffuse dai media, “non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza”.

“Trenta dei 265 utenti arrivati al pronto soccorso – ha proseguito il direttore sanitario – sono stati ricoverati, e due persone sono state portate in altri nosocomi. Si pensi che c’era anche l’emergenza acqua, ed avevamo allertato la prefettura per poter avere qualche autobotte, poi fornitaci dai vigili del fuoco. Qui arrivano persone dall’agro sarnese, dal vesuviano, dal nolano, dall’avellinese, dall’acerrano, per un’utenza di circa 300mila persone. Ma i medici fanno il loro dovere, e danno assistenza nel migliore dei modi possibili, considerando anche che l’ospedale ha 107 posti letto a disposizione, e ne sarebbero necessari, nella norma, almeno il doppio. Noi non ci scoraggiamo, e siamo sereni, siamo pronti a chiarire tutto quanto ci sarà chiesto di chiarire. Ripeto – ha concluso –, quella di sabato è stata un’emergenza che definire eccezionale è poco”.

Sulla vicenda è stata aperta un’indagine interna e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha chiesto il licenziamento dei responsabili del pronto soccorso e del presidio ospedaliero. “L’eccezionale sovraffollamento verificatosi, l’afflusso di 500 pazienti in una sola nottata in un ospedale che dispone di 100 posti letto, le giornate festive che hanno di fatto sospeso le prestazioni dei medici di medicina generale da giovedì 5 gennaio 2017 alle 13:00, il blocco di una condotta idrica all’esterno del presidio a causa delle condizioni meteo – ha detto De Luca – hanno determinato una situazione di straordinaria emergenza, che non giustifica tuttavia l’inaccettabile e vergognosa situazione verificatasi, della quale peraltro nessuno è stato tempestivamente informato”.

I problemi della sanità campana però restano e uno di questi è stato ben spiegato dal direttore sanitario della struttura. I posti letto sono pochi e i pazienti tanti, così che in alcuni ospedali è estremamente frequente vedere malati sulle barelle nei corridoi. Anche la piena operatività dell’Ospedale del Mare non risolverà probabilmente la situazione. In una Regione in cui per far fronte ai debiti si chiudono i nosocomi, invece che aprirne altri per risolvere mancanza di posti letto, De Luca farebbe bene a non transigere più sulla ripartizione dei fondi, penalizzante per la Regione. Poi c’è il problema della mobilità passiva (dovuta soprattutto a pazienti che vanno a curarsi negli ospedali del Nord, ndr), un fenomeno per il quale la Campania, a detta dello stesso De Luca, perde ogni anno circa 300 milioni di euro. Ma se continueranno a vedersi queste scene negli ospedali della Campania, continueranno anche i viaggi che i campani fanno per curarsi altrove.

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