Candidati a loro insaputa alle Comunali di Napoli, spunta il primo indagato

Il consigliere comunale che avrebbe avallato le candidature all’insaputa dei diretti interessati sarà ascoltato dai pm in questi giorni

Napoli, 7 febbraio – L’indagine della Procura di Napoli sui candidati a loro insaputa alle Elezioni Comunali di Napoli del giugno scorso ha finalmente prodotto un primo indagato: un consigliere comunale che avrebbe avallato le candidature all’insaputa dei diretti interessati. L’uomo è indagato per violazione della legge elettorale. L’indagine, portata avanti dal pm Stefania Buda e coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, è nata a seguito della denuncia dei genitori di Federica, una ragazza che ha scoperto di essere stata candidata a sua insaputa quando si è vista recapitare una lettera della Corte d’Appello in cui le veniva chiesto di presentare il rendiconto delle spese e dei contributi elettorali, pena una multa da 100mila euro (vai all’articolo).

Attualmente sono 9 le persone candidate a loro insaputa. I casi riguardano la lista Napoli Vale a sostegno della candidata sindaco del centrosinistra, Valeria Valente, la lista Pensionati d’Europa, che appoggiava il candidato sindaco del centrodestra, Gianni Lettieri, e la lista Terra nostra che appoggiava Marcello Taglialatela, candidato di Fratelli d’Italia.

La maggior parte dei casi, con 7 candidati a loro insaputa, si registrano nella lista Napoli Vale. La deputata e consigliera comunale del Partito Democratico, Valente, dovrebbe essere ascoltata domani come persona informata sui fatti. La Valente si è sempre dichiarata parte lesa in questa vicenda e ha auspicato in tempi rapidi l’accertamento della verità.

La sensazione è che l’inchiesta possa presto allargarsi, coinvolgendo altre liste e altre formazioni politiche. In queste ore gli inquirenti spulciano le dichiarazioni di accettazione delle candidature allo scopo di individuare nuovi casi di candidati a loro insaputa.

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