Patto per Napoli, de Magistris: “Ci dicano in cosa consiste il patto”

L’ex sindaco parla dei fondi necessari per governare la città e afferma: “In 10 anni abbiamo fritto il pesce con l’acqua”. Intanto l’attuale primo cittadino, Gaetano Manfredi, torna a richiamare l’attenzione del Governo sui fondi necessari alla città

“È insolito che forze di Governo facciano accordi con il candidato sindaco di una parte politica. Di quei soldi avrebbero avuto bisogno anche Clemente, Bassolino e Maresca se fossero stati eletti. Ci dicano in cosa consiste quel patto”. A dirlo l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando del Patto per Napoli (vai all’articolo) durante un’intervista al quotidiano Napolitoday.

Abbiamo fritto il pesce con l’acqua per dieci anni per questo accolgo con dispiacere il fatto che Manfredi dica che si dimetterà se non arriveranno i soldi: questa è una città complicata, con o senza risorse. L’attuale sindaco ci sta dando ragione in merito a quanto abbiamo denunciato negli ultimi anni, forse però dovrebbe scusarsi con noi, che abbiamo governato tra mille difficoltà e siamo stati criticati”, ha aggiunto de Magistris.

Intanto l’attuale sindaco Gaetano Manfredi nelle scorse ore, parlando al quotidiano Il Mattino, è tornato a richiamare l’attenzione del Governo sui fondi necessari alla città. “Serve che il Governo accolga le nostre richieste, altrimenti la ripartenza della città è compromessa”. “Serve uno sforzo enorme per ripartire, le città del Sud perdono posizioni mentre quelle del Nord sono già in ripartenza. Senza un cambio di direzione, dopo questa pandemia, il rischio è che il divario fra Nord e Sud aumenti anziché diminuire. Per questo dobbiamo utilizzare al meglio le risorse del Pnrr, per evitare che questo divario diventi incolmabile. Le risorse del Patto per Napoli servono più che mai, serve un’attenzione particolare su Napoli e Mezzogiorno”, ha aggiunto Manfredi parlando della classifica sulla qualità della vita di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma (vai all’articolo).

Questa città è nella situazione più difficile rispetto a tutte le altre: è la terza d’Italia, quindi occorre una scelta politica su come muoversi e credo sia arrivato il momento delle scelte. Continuo a essere fiducioso, anche perché non vedo alternative. A palazzo San Giacomo non ci sono soldi e personale per garantire i servizi minimi alla città, per assicurare un minimo di normalità ai napoletani”, ha sottolineato Manfredi. “I temi e i problemi di Napoli sono gli stessi della provincia, dalla mancanza di lavoro a quella dei servizi, per questo occorre muoversi in una logica integrata e garantire a tutti quel minimo di normalità che c’è nelle altre città. Ma è difficile, a causa delle difficltà sociali e i problemi complessi che si sono aggravati fortemente con la pandemia. Basta vedere i dati delle famiglie al di sotto della soglia di povertà o della dispersione scolastica: tutti aumentati. E con le risorse che abbiamo ora siamo impotenti rispetto alle difficoltà che ci troviamo davanti. Però percepisco il desiderio di ripartire nonostante le difficoltà. Dobbiamo approfittare di questa fiducia”, ha concluso Manfredi.

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