Comune di Napoli, approvato il bilancio consolidato 2020. Manfredi: “Importante per sblocco assunzioni”

Il sindaco si dice soddisfatto del risultato ottenuto: “Noi oggi dobbiamo dare una svolta”. L’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta ribadisce l’allarme sui conti con un debito quantificato in 5 miliardi: “La richiesta di un piano nazionale per Napoli è legittima e necessaria”

Napoli, 16 novembre 2021 – È stato approvato quest’oggi il bilancio consolidato 2020 del Comune di Napoli con 30 voti a favore, 7 contrari e 2 astenuti. Oltre alla maggioranza ha votato a favore del provvedimento la consigliera di opposizione Alessandra Clemente mentre si sono astenuti Bassolino e Lange, gli altri componenti dell’opposizione invece hanno espresso voto contrario (assenti i consiglieri Sannino e Brescia, ndr). “Questo era un atto obbligatorio di cui noi avevamo bisogno soprattutto per poter sbloccare le assunzioni a tempo indeterminato, che erano state in parte già programmate. È un passaggio molto importante per cominciare ad andare avanti con l’amministrazione. La relazione dell’assessore Baretta? I numeri sono chiarissimi. Noi abbiamo un debito che è quantificato in 5 miliardi, abbiamo uno sbilancio di spesa corrente molto importante, che è di qualche centinaio di milioni”, ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi.

È chiaro che senza un intervento importante è difficile rimettere in piedi il bilancio. C’è una parte che dobbiamo fare noi, sulla gestione del patrimonio ad esempio. È un lavoro che abbiamo già avviato, ma che richiede del tempo. La città ha bisogno di un intervento, perchè altrimenti – ha proseguito Manfredi – non si può amministrare e dare risposte ai napoletani. Io sono molto fiducioso che tutti i parlamentari, di qualsiasi parte politica, sosterranno questo intervento che è indispensabile. Noi oggi dobbiamo dare una svolta, dobbiamo amministrare la città, dobbiamo farla ripartire dopo anni molto complicati e per farlo – ha concluso Manfredi – abbiamo bisogno di un’azione complessa ed integrata che parta dall’intervento statale. Non c’è altra soluzione”.

Resta grave e importante la situazione debitoria del Comune, come sottolineato anche dall’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, che è tornato a richiamare l’attenzione del Governo perché intervenga. “La situazione economico finanziaria del Comune di Napoli è molto seria e necessita di un intervento straordinario, senza il quale è difficile assicurare la normale gestione della attività”, ha affermato l’assessore.

Secondo Baretta “la richiesta di un piano nazionale per Napoli è legittima e necessaria, ma acquista credibilità se è accompagnata da nostri piani di intervento che affrontino le principali criticità del nostro bilancio, riassumibili nell’inadeguata riscossione, nella gestione del complesso delle società partecipate (oggetto del bilancio consolidato), nella presa in carico dei problemi del rilevante patrimonio, nell’insostenibile carenza di personale”. L’assessore ha anche spiegato che “non ignora che non vi è solo Napoli in difficoltà”, tuttavia ha aggiunto “evidenziamo la specificità del nostro Comune, sia per la sua dimensione, la terza città d’Italia, sia per la sua rilevanza territoriale, come principale città del Mezzogiorno, sia anche per la particolare composizione della sua esposizione di bilancio che presenta, tra l’altro, voci passive ereditate da un lontano passato, accumulate nello svolgimento di funzioni sussidiarie del governo centrale”.

Oltre alla maggioranza ha espresso voto a favore dell’approvazione del bilancio la consigliera di opposizione Alessandra Clemente. “Il percorso che ci aspetta nei prossimi mesi, che parte oggi con l’approvazione del bilancio consolidato è una maratona che ci vede tutti coinvolti, e per questa corsa le scarpette adatte, che ci permetteranno di dare il via a questa lunga è necessaria sfida ce le ha date la precedente amministrazione. Votare quest’atto è giusto, doveroso in quanto è nel merito un atto di valore e di grandissima responsabilità dell’amministrazione uscente”, ha affermato Clemente. Per fare un salto di qualità è necessario porre fine a quella stagione politica cittadina che votava i provvedimenti per partito preso, un’opposizione ed un’attività politica a discapito della città, in coerenza solo con l’indicazione del gruppo politico di riferimento, non entrando nel merito e della bontà delle questioni. Invece che sentire che ci si tappa il naso per votare questo provvedimento, mi piacerebbe vedere tutti i consiglieri approvare questo bilancio, per senso istituzionale, per bontà dello stesso, per la consapevolezza delle cose positive che da esso derivano, come le assunzioni che ne verranno. La stessa bontà per la quale il Sindaco Manfredi lo presenta all’aula. Un lavoro importante e difficile è stato fatto”, ha aggiunto Clemente. “Il cuore di questo consolidato sono le partecipate, vigileremo affinché non ci siano iniziative di privatizzazione delle stesse, bensì diventino il motore e la linfa vitale dei futuri bilanci, della vita economico finanziaria del nostro Ente, valorizzando soprattutto il patrimonio più grande che esse hanno: ovvero i loro lavoratori”, ha concluso la consigliera Clemente.

Diverso l’atteggiamento dei consiglieri Bassolino e Lange, che hanno deciso di astenersi. “Mettiamo da parte l’illusione del Patto per Napoli che era ed è un patto tra privati cittadini quali sono i segretari di partito senza un risvolto istituzionale e costituzionale che invece dobbiamo costruire per ottenere via via le risposte che servono a Napoli”, ha dichiarato Bassolino durante il dibattito sul bilancio. “È necessario che Napoli sia alla testa di un’iniziativa politica istituzionale dei sindaci italiani per rendere forte il dialogo e la collaborazione con il Governo. Noi potremo chiedere a Draghi di avere le risposte giuste tanto più se noi dimostreremo di saper fare la nostra parte”, ha proseguito l’ex sindaco ed ex presidente della Regione Campania.

Hanno espresso voto contrario Catello Maresca e gli altri consiglieri di opposizione: “Siamo chiamati ad approvare un atto in tutta fretta, che doveva approvare il precedente Consiglio. In pratica si chiede ai consiglieri una pesantissima assunzione di responsabilità ossia di portare avanti un atto della giunta de Magistris. Si accetta oggi il disallineamento, che non è una cosa banale. Abbiamo un metodo che non ci piace perchè dettato da un’esigenza che comprendiamo ma avremmo gradito un maggiore coinvolgimento”, ha affermato Maresca.

Quest’ultimo ha poi puntato il dito sulle partecipate che non hanno trasmesso le informative relative ai rapporti di credito/debito verso il Comune, necessarie per garantire l’attendibilità dei dati certificati. “Se le informative sono obbligatorie, bisogna intervenire. Senza questi dati quanto trasmesso è carta straccia e potrebbe essere stravolto da altri dati attendibili, obbligatori e certificati dall’organo di controllo. Alcune partecipate non hanno ancora nemmeno la certezza dell’atto accertativo e questo riguarda le partecipate più grosse. Questa mancata riconciliazione porta al rischio di passività latenti. Gli importi in corso di accertamento sono un problema serio. Bisogna rimuovere i vertici delle partecipate. Mi sembra cestinato il Patto per Napoli ed è difficilmente ipotizzabile una legge speciale. Ci vorrebbe almeno un miliardo di euro”, ha affermato Maresca, prospettando la richiesta al Governo di istituire un fondo di garanzia e ristoro per enti virtuosi, a cui accedere in caso di riduzione autonoma del debito.

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