Il governatore della Campania: “Auspicherei maggiore prudenza da parte del governo italiano”. E sul segretario della Nato: “Irresponsabile. Siamo all’ottusità politica”
“Sono molto infastidito del fatto che tanti osservatori ed esponenti politici hanno scoperto con l’Ucraina che la guerra è fatta di barbarie. Non è che le guerre precedenti fossero fatte con la distribuzione di petali di rose. Le stragi, l’uccisione dei civili, le violenze, gli stupri fanno parte di tutte le guerre, nessuna esclusa. Nel caso dell’Ucraina abbiamo un colpevole certo che è la Russia ma non ci sono innocenti in questa guerra. Non sono innocenti quelli che hanno assistito per 8 anni alla guerra civile in Ucraina senza muovere un dito, quelli che negli ultimi due anni hanno inondato l’Ucraina di un fiume di armi avanzate, quelli che fino a 5 mesi fa non hanno mai pronunciato neanche la parola neutralità”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante la consueta diretta del venerdì sui social.
“Non è innocente il segretario della Nato che, in maniera totalmente irresponsabile, mentre si cerca un compromesso per porre termine alla guerra, dice addirittura che un Paese neutrale come la Finlandia, se vuole entrare nella Nato, avrà un percorso accelerato. Siamo all’ottusità politica o all’irresponsabilità”, aggiunge De Luca. “Parliamo di armi da inviare, sanzioni, vincitori e vinti ma non di milioni di cittadini ucraini che stanno vivendo un calvario – sottolinea –. Il cessate il fuoco, è qualcosa che sembra non interessare nessuno. Ho sentito il ministro degli esteri ucraino chiedere tre cose: armi, armi e armi. Io avrei chiesto armi, aiuto per il popolo ucraino e un’azione diplomatica efficace per arrivare da subito al cessate il fuoco. Oggi i margini per il cessate il fuoco sono molto stretti perché diventa complicato fermare la Russia dopo che ha invaso. Così rischiamo due cose: innanzitutto una guerra lunghissima, poi di portare la guerra in casa nostra”.
Ma il governatore non le manda a dire neanche al Governo guidato dal premier Mario Draghi. “Vedo che si affronta il problema delle sanzioni con grande semplicismo. Io auspicherei maggiore prudenza nel linguaggio da parte del Governo italiano. Noi siamo schierati nettamente con l’Europa e con la Nato ma siamo diventati il paese che grida di più di tutti essendo il più dipendente dal punto di vista energetico. Sarebbe a mio parere opportuno avere perlomeno lo stesso atteggiamento che hanno i tedeschi, i francesi, gli spagnoli. Tutti condannano la guerra, quasi nessuno lavora per un’iniziativa diplomatica ma nessuno ha i toni che sta avendo l’Italia”.
Sullo stop al gas russo la linea di De Luca è netta viste le conseguenze economiche che avrebbe: “Noi abbiamo il dovere di garantire all’Italia il lavoro e non si può affrontare il tema dell’energia o della sospensione delle forniture di gas in maniera semplicistica. Se dovesse bloccarsi l’apparato produttivo del nostro Paese noi cominceremo ad avere il problema del lavoro, come già abbiamo in alcuni comparti produttivi per l’aumento del prezzo dell’energia. Se si dovesse sospendere la fornitura di gas dovremmo fare i conti con un altro problema che è quello del pane per i nostri lavoratori. Non va bene questo scivolare in maniera quasi inconsapevole sul piano dell’incremento degli armamenti, del prolungamento del conflitto o addirittura sul piano che prevede il blocco delle forniture di gas. Questo sarebbe un suicidio per noi – sottolinea –. Mi auguro che sempre di più comprendiamo che siamo arrivati ad un punto delicato”.
“Cerchiamo di essere meno tifosi di questi o di quelli e più tifosi dell’Italia. Non vorrei lasciare ai nostri figli e nipoti un secolo di guerre aperte perché se questo conflitto continua lasceremo loro tensioni, fiumi di odio, esplosione di nazionalismi, terrorismo. Vedo troppo semplicismo nei ragionamenti che sento nel nostro Paese, troppa disinvoltura, troppa allegria. Siamo su un crinale estremamente pericoloso soprattutto per noi italiani. Dovremmo – prosegue il governatore – fare di tutto per aprire un varco alla diplomazia. Non serve a niente mettere le sanzioni alle figlie di Putin, serve molto di più. Cerchiamo di abbassare i toni, partiamo dall’interesse dell’Italia, valutiamo con estrema attenzione le conseguenze delle decisioni che prendiamo sul piano energetico. La responsabilità della politica è quella di non creare mai l’alternativa tra il pane e la libertà. Se continuiamo a scivolare su questo piano inclinato ho la sensazione che dobbiamo parlare per mesi di questa guerra e di queste tragedie. Auguriamoci che – conclude De Luca – prevalga la saggezza, il senso di responsabilità e la moderazione nel linguaggio, nei comportamenti e nelle concrete iniziative di pace da prendere quanto prima possibile”.