Guerra Ucraina, De Luca: “Nessuno è attento alla tragedia della popolazione. Non mitizziamo Zelensky”

Per il governatore della Campania “non c’è nessuno che parla di cessate il fuoco” e nessuno è attento “alle conseguenze economiche di questa crisi”, visto che stiamo correndo “a rotta di collo verso l’ampliamento della guerra e della tragedia”

Quello che si poteva e si doveva fare per evitare l’invasione russa andava fatto 5, 4, 3 mesi fa. Oggi si ha la sensazione di parlare a vuoto. Ora bisognerà aspettare l’esito della guerra per vedere qualche novità, non c’è più nessuno che parli di pace, di compromesso onorevole, nessuno parla di cessate il fuoco. Nessuno è attento alla popolazione ucraina che sta vivendo la tragedia”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante la consueta diretta del venerdì sui social.

Per De Luca “non c’è alcuna attenzione alle conseguenze economiche di questa crisi. Stiamo correndo a rotta di collo verso l’ampliamento della guerra e della tragedia. Se la guerra si prolunga – ha aggiunto – ci sarà una crisi drammatica in Occidente ma non mi m sembra ci sia l’attenzione necessaria. Vedo crescere una valanga di conformismo e ideologismo”.

Il governatore della Campania ne ha anche per il presidente dell’Ucraina Zelensky. “Io sono tra quelli che hanno espresso ammirazione per Zelensky, perché ha avuto coraggio, capacità di leadership e di guida per il suo popolo e questo merita rispetto – ha affermato De Luca –. Dopodiché, per Zelensky come per tutti gli esseri umani vale la ragione critica. Io non sono per la mitizzazione di nessuno. Zelensky, oltre che grande prova di tenuta di leadership, ha dimostrato di saper vincere la guerra delle comunicazioni, e tuttavia comincio a domandarmi come faccia a trovare il tempo per fare ogni mattina tre o quattro video. Ricordo che quando c’era la fase acuta dell’epidemia Covid noi non trovavamo neanche il tempo per respirare. C’è da essere ammirati per il fatto che Zelensky trovi il tempo e anche lo stato d’animo per fare due o tre video al giorno, e anche con una resa dell’immagine perfetta. Abbiamo scoperto dopo che c’era un satellite offerto dagli americani dedicato all’Ucraina, bene”.

Riguardo agli Stati Uniti De Luca ha parlato anche del presidente americano Joe Biden. “Credo si stia coprendo di gloria, è un presidente che mi è apparso sempre un po’ traballante, diciamo basculante. Lui, presidente del Paese che ancora oggi tiene in vita le carceri di Guantanamo, una violazione vergognosa del diritto internazionale con decine di prigionieri da decenni senza un capo d’accusa, ha parlato di genocidio dopo aver dato del macellaio a destra e a manca. Credo che Biden abbia dato il meglio di sé nel discorso che passerà alla storia come il ‘discorso della stalla’ – ha proseguito De Luca –. In una stalla con due balle di fieno davanti Biden ci ha comunicato che darà altri 800 milioni euro all’Ucraina in armi, però contemporaneamente riunisce tutti i responsabili delle industrie americane produttrici di armi, alle quali andranno probabilmente il grosso degli 800 milioni  di euro stanziati”.

Qual è l’obiettivo? Non si parla più di pace, mediazione o compromesso. L’obiettivo di Biden sembra essere quello di far cadere il regime di Putin. Premesso che in Russia la democrazia non l’hanno conosciuta mai, quindi non è che siano molto impressionati da questo, l’obiettivo di Biden sembra essere quello del crollo dell’attuale regime russo. È legittimo, non si sa bene cosa succede dopo, bisognerebbe trovare il sostituto di Putin ma anche del patriarca ortodosso che è più nazionalista di Putin. Dovremmo impegnare l’Occidente in una operazione di ridisegno generale degli assetti russi. L’unica cosa che si capisce è che se andiamo avanti su questa strada noi lasceremo ai nostri figli 50 anni di guerre e di tensioni”, ha concluso De Luca.

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