Spari a Sant’Anastasia, De Luca: “Episodio indegno in un paese civile”

Il governatore oltre a commentare i fatti di Sant’Anastasia (il ferimento di una famiglia all’esterno di un bar) ha parlato anche dei gesti intimidatori nei confronti del sindaco di Nola: “Siamo vicini agli amministratori che resistono”. Sul Fondo Sviluppo e Coesione sfida al ministro Fitto per un dibattito pubblico

“Esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia di Sant’Anastasia colpita da un episodio di violenza armata. Due delinquenti hanno sparato ferendo una bambina di 10 anni. Continuiamo a registrare episodi di violenza che non dovrebbero appartenere a un paese civile. Il mio appello va alle forze dell’ordine perché ci sia un intervento deciso. In questo caso dalle forze dell’ordine è venuta una prova importante di efficienza e rapidità di intervento, sono stati individuati i responsabili della sparatoria”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta del venerdì sui social, in riferimento all’episodio che ha visto coinvolta una famiglia di Sant’Anastasia (comune vesuviano a Nord di Napoli) lontana da logiche criminali, colpita da due giovani armati durante un raid punitivo nei confronti di un bar.

De Luca ha anche espresso la sua vicinanza al sindaco di Nola Carlo Buonauro, “vittima di un gesto intimidatorio, di un’aggressione di stampo camorristico davvero intollerabile”. Nei giorni scorsi infatti auto e moto del primo cittadino sono state date alle fiamme nella notte da malviventi. “Dobbiamo tenere ferma la linea della legalità anche di fronte a elementi di intimidazione o di aggressione – ha commentato De Luca –. Per quel che ci riguarda siamo vicini da tutti i punti di vista agli amministratori che resistono, dal punto di vista dell’assistenza legale e del sostegno finanziario”.

Il governatore è poi tornato a chiedere, come ormai fa da settimane (vai all’articolo), al ministro per il Mezzogiorno Raffaele Fitto la distribuzione alle Regioni del Sud dei Fondo Sviluppo e Coesione. “La vicenda della Romagna, a cui va la nostra solidarietà, rende ancora più sconcertante la posizione del Governo in relazione al blocco dei Fondi Sviluppo e Coesione destinati alle Regioni meridionali. Sono fondi destinati in primo luogo a interventi di salvaguardia del territorio, alla realizzazione di strade, alla ristrutturazione di ponti, cioè sono fondi che servono a fare quei lavori di prevenzione che possano, se non impedire un’alluvione, attenuarne i danni e le conseguenze. Da dieci mesi questi fondi sono bloccati. Dopo una riunione che abbiamo tenuto a inizio settimana con il ministro Fitto e il ministro Calderoli lunedì siamo stati convocati per un’altra riunione presso il ministero con Fitto. In quella di qualche giorno fa abbiamo assistito alla produzione di fumo con la manovella, chiacchiere al vento e nessun impegno concreto. Lunedì siamo convocati alle 10, non ho capito bene per fare cosa: il capo di gabinetto ci ha già comunicato che sarà una riunione politica e poi ci sarà una task force che andrà in giro per le Regioni per verificarne la spesa”.

Per quanto riguarda il programma Sviluppo e Coesione 2014-2020 la Regione Campania ha speso tutto. Questo lo dico a qualche imbecille che anche in Campania diffonde notizie false – ha proseguito De Luca –. Ne approfitto per invitare il ministro a un dibattito pubblico sull’uso dei fondi europei, oltre che sui danni che stanno determinando per le nostre comunità i ritardi. Oltre ai 5 miliardi di fondo Sviluppo e Coesione sono bloccati anche 1 miliardo e 200 milioni di fondi della programmazione complementare. Questi fondi sono importanti per non mandare in dissesto centinaia di Comuni in Campania. Non so se è chiaro il danno che sta provocando con i suoi ritardi il ministro per la cosiddetta Coesione”, ha concluso De Luca.

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