Sanità Campana, De Luca: “No a contratti integrativi, le retribuzioni restino statali”

Il governatore, nel corso della consueta diretta del venerdì sui social, è tornato sul problema della carenza dei medici nei Pronto soccorso

“Qualcuno del Nord, nel corso della riunione dell’altro giorno con il ministero della Sanità, ha detto ‘Possiamo fare contratti integrativi al Nord per dare più incentivi?’ No, non si possono fare contratti integrativi regionali perché significherebbe la morte del Sud. I contratti devono essere nazionali, bisogna incentivare chi lavora in situazioni di disagio come i pronto soccorso, tutelare la sicurezza del personale medico che viene aggredito ma le retribuzioni devono essere statali”. A dirlo il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta del venerdì sui social.

“L’incontro al ministero con i presidenti di Regione è stato un pianto greco da parte di tutti – ha aggiunto De Luca –. Me ne sono tornato quasi consolato da Roma. La Regione Campania sembrava quella che stesse meglio, nonostante i 10mila dipendenti in meno rispetto alla media nazionale e nonostante il fatto che rimaniamo l’ultima Regione italiana per i trasferimenti di risorse. Tutti hanno sollevato le criticità che conosciamo, come la mancanza di personale che è diventata drammatica, in modo particolare per i Pronto soccorso dove si fa fatica a fare i turni. E per quanto riguarda i medici di famiglia che vanno in pensione e si fa fatica a sostituirli. C’è poi la difficoltà ad avere personale nelle aree disagiate, in particolare nelle isole per quanto riguarda la Campania. Si fanno i concorsi ma non partecipano i medici o nel giro di poche ore se ne vanno e nessuno può bloccarli”.

“Qualche collega di Regioni del Nord ha detto una cosa pericolosa contro la quale combatto da anni – ha sottolineato De Luca –. ‘Possiamo fare contratti integrativi ai medici?’ No, non si possono fare contratti integrativi regionali perché significherebbe la morte del Sud. Al Sud non rimarrebbe più niente. Queste le cose concrete per l’autonomia, chi vi parla sta combattendo da anni in qualche caso da solo. Ogni tanto si sveglia qualche forza politica e afferma di voler fare un’iniziativa per l’autonomia. Dovete fare i fatti, non i convegni sull’autonomia. Quindi riequilibrare il Fondo sanitario nazionale, mandando le risorse che mancano alla Campania. Dovete sbloccare il fondo Sviluppo e Coesione bloccato dai tempi del governo Draghi e oggi dal ministro Fitto nell’indifferenza generale. Abbiamo bisogno di cose concrete – ha concluso De Luca –, non di convegni e chiacchiere al vento rispetto al tema dell’autonomia”.

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