Campania, aumentano i casi di infezione da virus West Nile

Otto persone ricoverate tra Napoli e Aversa, quattro in terapia intensiva. I contagi sono legati a un focolaio estivo a Baia Domizia. Le autorità rassicurano: “non c’è motivo di allarmismo particolare”

Napoli, 25 luglio 2025 – Negli ultimi giorni la Campania ha registrato una crescita preoccupante dei casi di infezione da virus West Nile, con otto pazienti confermati di cui quattro in condizioni gravi e ricoverati in terapia intensiva tra l’ospedale Cotugno di Napoli e il Moscati di Aversa. La maggior parte dei pazienti ha trascorso un periodo di vacanza nella zona balneare di Baia Domizia (Caserta), individuata come il principale focolaio dell’infezione.

Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha dichiarato che si tratta di “episodi isolati” e ha assicurato che non sussistono focolai diffusi, definendo la situazione complessivamente sotto controllo grazie alle risorse tecnico-scientifiche disponibili.

Sintomi prevalenti e categorie a rischio – I pazienti presentano sintomatologia simil-influenzale: febbre, malessere generale e dolori muscolari. In alcuni casi — prevalentemente in persone anziane o immunodepresse — si sono manifestate complicazioni neurologiche, come encefalite o meningite asettica, che rappresentano meno dell’1% dei casi. Il virus si trasmette attraverso le punture di zanzare del genere Culex e, in casi rari, attraverso trasfusioni di sangue, trapianti d’organo o trasmissione verticale da madre a figlio.

Misure sanitarie attivate – Il Ministero della Salute ha attivato il Piano nazionale Arbovirosi (PNA 2020–2025) e ha richiesto alle Regioni, agli ordini dei medici e agli istituti zooprofilattici di intensificare la sorveglianza integrata umano-animale. Il Centro Nazionale Sangue (CNS) ha predisposto test specifici per le sacche di sangue provenienti dalle aree coinvolte o ha temporaneamente sospeso le donazioni da persone che abbiano soggiornato anche solo una notte in zone a rischio, al fine di ridurre il rischio di trasmissione tramite trasfusioni. La rete degli Istituti Zooprofilattici sta inoltre rafforzando gli screening su uccelli selvatici, zanzare e animali (soprattutto equidi), per mappare e contenere la diffusione del virus nelle aree interessate, inclusa Persano e la foce del Sele nel Salernitano.

Come proteggersi: buone pratiche individuali – L’Istituto Superiore di Sanità e le autorità sanitarie raccomandano di:

Utilizzare repellenti anti‑zanzare, in particolare nelle ore serali e notturne
Indossare abbigliamento chiaro e coprente
Installare zanzariere su porte e finestre
Eliminare acqua stagnante da sottovasi, secchi o grondaie
Evitare di esporsi in aree umide come Baia Domizia, Persano o foce del Sele, dove il clima favorisce la proliferazione dei vettori.

Situazione nazionale più ampia – Nel corso del 2025, l’Italia ha registrato 32 casi confermati di West Nile, di cui 21 nella sola regione Lazio (provincia di Latina), con almeno due decessi confermati: una donna di 82 anni nella provincia di Latina e un uomo nella provincia di Novara.

Pur con la diffusione del virus in varie regioni (Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia, Sardegna, Puglia e Campania), il trend rimane in linea con quello degli anni precedenti, senza emergenze nazionali al momento.

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