Superata la commissione Attali, si nota che la fase politica attuale è del tutto diversa. Stop alle commissioni, abbiamo già dato e visto – spesso – i cosiddetti “saggi”, vale a dire gli esperti, quelli del “fare competente”, che sono solo dei portatori di interesse, ma solo dei propri interessi, sotto copertura.
Questa compagine politica del Sindaco De Magistris a Napoli ha vinto, giustamente, perchè si è posta per rompere gli equilibri degenerati e corrotti che ci hanno avvelenato per tre lustri, anzi, per usare un termine noto al nuovo Sindaco, si deve “scassare”.
Luigi De Magistris ha ricevuto il voto pieno e convinto di intere parti sociali: il mondo cattolico, i democratici, i quartieri periferici medio-borghesi e popolari, i giovani, le elites universitarie, gli “illuminati” e persino i centri sociali. Ha avuto tutto quello che ha chiesto e deve governare, anche i dibattiti delle associazioni vanno bene, ma poi si amministra per atti cosa che compete e spetta al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio, con il confronto aperto fra maggioranza e opposizione.
La campagna elettorale è finita, c’è chi ha vinto e chi ha perso, occorre frenare altre polemiche.
L’unico rischio è che, data la situazione economica nazionale gravissima, si vada subito alle elezioni anticipate in primavera e le “sirene romane” ammalieranno il Sindaco per farlo candidare a Leader dell’intero Sud-Italia, come accadde altre volte e come già sta accadendo proprio al neo-sindaco, ex Euro-Parlamentare. Lo stesso e tutto il Governo ha il dovere di far tesoro della teoria economica keynesiana la quale sostierne – invece – la domanda aggregata: in tempi di crisi: “è morale che lo stato intervenga per sostenere i redditi incrementando le opere pubbliche.”
Questo è l’esempio di un dato di fatto macro-economico di John Maynard Keynes: “Il reddito nazionale è dato dalla somma di consumi e investimenti; in uno stato di sotto-occupazione e capacità produttiva inutilizzata, è dunque possibile incrementare l’occupazione e il reddito soltanto passando tramite un aumento della spesa per consumi o con investimenti”.
E’ la teoria della domanda aggregata di Keynes, in crisi economica, la Stato deve intervenire per aumentare la spesa pubblica, anche se dovesse limitarsi a fare delle buche per poi riempirle e basta.
Il Forum delle Culture – a differenza della situazione nazionale – è una grande opportunità per Napoli. Cinque milioni di turisti e centodieci giornate completamente impegnate, è una straordinaria occasione da non perdere, urge sbrigarsi e lo stesso Sindaco De Magistris conviene frenando ogni polemica, riguardo il nuovo incarico per la conduzione del Forum, su Roberto Vecchioni che rinuncia al fantasmagorico cachet – si parlava di un compenso di 220 mila euro – ed asserisce: ” Sarò a capo del Forum perchè credo in Napoli, è un’occasione unica per consolidare il nostro Paese”, lasciando stupita una Nazione intera.

La tua analisi della situazione politica-economica calza la situazione attuale del vuoto napoletano che si respira, dopo la tanta osannata e anche troppo ascesa del nuovo Masaniello napoletano che sta deludendo in più punti Napoli e i Napoletani, tu auspichi, spero, una sua candidatura a Leader dell’intero sud-italia e credo che a quel punto dovremo, in coro dire, AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE. Ha deluso e deluderà ancora il nostro caro Magistrato che gioca a fare il Sindaco di una delle città più difficili d’Italia e avrò tempo, modo e luogo per darvi la mia opinione delle suo vender fumo, tipico di chi parla senza avere cognizione dei fatti e ora ha una nuova possibilità, della serie già letta e scritta ” IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO” il Forum delle Culture è una delle occasioni magistrali per dimostrare che napoli ha i suoi valori e potrebbe essere il trampolino di lancio per una nuova economia in una città dilaniata dalla parassitologia politica. Vediamo cosa riesce a organizzare il nostro Sindaco con la premessa che Napoli è il cuore pulsante per i napoletani è la loro Mamma e di detti in merito potremmo riempire pile di fogli bianchi, avendo cura di riciclarli nel modo opportuno ma vi sono materiali, ahimè, che non sono riciclabili sebbene organici.