Per la prima volta restaurato integralmente il pavimento realizzato dal Fanzago. Il restauro è stato promosso in vista dei 500 anni della fondazione della Cappella

Napoli, 19 giugno 2026 – Svelato al pubblico il restauro del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro del celebre architetto barocco Cosimo Fanzago. L’opera di restauro, che per la prima volta in assoluto ha riguardato l’intera superficie marmorea della Cappella, è stata promossa dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro in vista del 500° anniversario della fondazione della Cappella, previsto nel 2027, e realizzata grazie al contributo della Fondazione Deloitte.
“Fin dalla sua nascita, Fondazione Deloitte ha individuato nel sostegno alla cultura e ai beni culturali uno dei suoi ambiti di intervento prioritari. Il contributo per il restauro del pavimento della Cappella di San Gennaro si inserisce in questo impegno che portiamo avanti da anni su tutto il territorio nazionale”, dichiara Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte. “Tengo inoltre a sottolineare come questo rappresenti uno dei progetti di maggiore rilievo mai realizzati dalla Fondazione, data la straordinaria importanza del bene coinvolto: la Cappella di San Gennaro non è soltanto un luogo dal profondo significato per i napoletani, ma un autentico gioiello architettonico e storico-artistico di valore nazionale, che merita di essere preservato e valorizzato”.
L’intervento di restauro, durato 8 mesi, è stato progettato da Giuseppe Giordano, avviato sotto la sua guida e poi proseguito sotto la direzione tecnica di Alessandra Risolo e operativa di Melina Pagano di R.O.M.A. Consorzio. Il lavoro, condotto con le più avanzate tecniche conservative e nel rispetto dei più alti standard di qualità, ha compreso operazioni di pulitura, rimozione di stuccature incongrue, consolidamento della superficie marmorea, integrazioni con tarsie marmoree e protezione finale del pavimento con cere microcristalline. Un’operazione che, nella sua complessità, ha richiesto continui adattamenti in corso d’opera, bilanciando rigore conservativo ed esigenze pratiche di cantiere. Il risultato è la restituzione alla città di Napoli e al mondo intero di un capolavoro che è testimonianza silenziosa di secoli di storia e devozione.
Il 13 gennaio 1527 gli Eletti della Città di Napoli sottoscrissero sull’altare maggiore del Duomo, con atto rogato dal notaio Vincenzo De Bossis, il celebre Patto con San Gennaro, impegnandosi a edificare una cappella in suo onore affinché proteggesse la città dai tre flagelli che allora la minacciavano: peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Nacque così la Reale cappella del Tesoro di san Gennaro, un gioiello barocco incastonato nel cuore del Duomo di Napoli e una delle massime espressioni artistiche della città, frutto della devozione collettiva dei napoletani e del contributo di maestri di fama internazionale.
Di tutte le meraviglie artistiche custodite in questo luogo, le due opere intorno alle quali si sono sviluppati il culto di San Gennaro e la devozione dei fedeli sono il busto angioino e la teca che ospita le Reliquie del Santo. Il prodigio della liquefazione del Sangue è il vero segreto del rapporto così singolare tra Napoli e il suo Santo Protettore. A custodire da quasi 500 anni il Tesoro e le reliquie di San Gennaro è la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro.
