Unioni civili, Cirinnà-bis: “Ddl in Aula il 14 ottobre”. Giovanardi minaccia il ritiro della fiducia al governo

La senatrice dem Monica Cirinnà esprime soddisfazione e annuncia che il Partito Democratico voterà compatto la nuova proposta di legge. I Cinque Stelle si dicono pronti a sostenere il disegno di legge e ad emendarlo. Giovanardi (Area Popolare) avverte: “Via la mia fiducia al governo se il Pd lo fa passare assieme ai pentastellati”

unioni civiliIl ddl Cirinnà-bis arriverà in Aula il 14 ottobre. Ne è convinta la senatrice dem Monica Cirinnà, che l’altro ieri ha presentato in commissione Giustizia al Senato il ddl che dovrebbe mettere fine ai dissidi interni fuori e dentro la maggioranza. Oltre ad annunciare che il Pd voterà compatto, la parlamentare è possibilista sui tempi e non esclude la discussione generale sulle unioni civili prima della legge di Stabilità. “Abbiamo dimostrato – afferma la senatrice Cirinnà – che l’ostruzionismo non ci ha fermato, il Pd tutto è unito su questo testo, ormai siamo fuori dal pantano”.

In realtà l’ostruzionismo è tutt’altro che scongiurato. Continuano i malumori di Area Popolare, con dei deputati che criticano alcuni punti del nuovo testo. Una delle parti più criticate è la possibilità di adottare il figlio naturale del convivente, in pratica l’istituto della stepchild adoption. Se per ora il segretario Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano sulla questione tace, il senatore Maurizio Sacconi critica il nuovo testo in quanto “è sostanzialmente quello di prima, c’è solo qualche leggera riduzione della sovrapposizione fra unioni civili e matrimonio ma nella sostanza descrive un simil matrimonio”. Sacconi inoltre assicura che la sua posizione critica è quella di Ncd, perchè il capo del Viminale “in ogni sede ha detto le mie stesse cose”.

Anche un altro senatore Ncd avverte il Pd. È Carlo Giovanardi, che ha affermato durante un’intervista a IntelligoNews: “Dovesse passare un provvedimento di questo tipo con il Movimento Cinque Stelle è evidente che non voterò più la fiducia al Governo”. Sui tempi del ddl Cirinnà-bis, il senatore di Ncd contrappone il regolamento: “A meno di una forzatura il nuovo testo non ha nessuna chance di essere incardinato in Aula il 14 ottobre, perché deve stare due mesi in commissione Giustizia. Sono tempi tecnici, previsti dal regolamento e che servono per nominare un relatore, per presentare la relazione e per fissare il termine degli emendamenti”.

Favorevole all’accelerazione impressa dal Pd sulle unioni civili è il Movimento Cinque Stelle. “Il testo deve andare avanti e siamo d’accordo con il Pd che si arrivi in Aula anche senza relatore” afferma il capogruppo pentastellato in commissione Enrico Cappelletti. Il deputato Roberto Fico, aggiunge: “Vogliamo qualcosa di davvero buono per le unioni civili. Non è che non sosteniamo il testo. Ne miglioreremo la qualità, lo emenderemo”.

Ma cosa cambia nel nuovo ddl? “Non più un registro ad hoc per le unioni civili – spiega Cirinnà – le coppie saranno iscritte, più correttamente, nell’archivio dello stato civile, mentre saranno soppressi alcuni rimandi agli articoli del codice civile che regolano il matrimonio”. La stepchild adoption (estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner) e la reversibilità della pensione restano previsti, così com’erano previsti anche nel precedente ddl e assicura la senatrice “non c’è stato nessun passo indietro sul riconoscimento dei diritti sociali”.

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