Brogli primarie Napoli, Bossa (Pd): “Vicenda indegna. Ci vogliono risposte forti e immediate”

Dure parole di condanna della parlamentare dem per quanto accaduto fuori ad alcuni seggi del quartiere Scampia in occasione delle primarie del centrosinistra di domenica 6 marzo che hanno visto prevalere per una manciata di voti Valeria Valente su Antonio Bassolino

brogli primarieUn video della testata giornalistica online Fanpage.it mostra che, per “oleare” il meccanismo del voto, alcuni sostenitori dei candidati in campo, fornivano monete ai votanti dando, al contempo, indicazioni su come votare “correttamente” (vai all’articolo). Dalle pagine del suo blog, il parlamentare democrat, non usa mezzi termini e si scaglia contro chi in queste ore tenta di minimizzare una vicenda definita “indegna”, sottolineando l’aspetto politico dell’accaduto: “siamo di fronte alla fotografia di un mercato squallido che toglie alla politica il senso della militanza”. A minimizzare l’accaduto e a difendere il risultato delle consultazioni di domenica è anche il presidente del Partito Democratico, Matteo Orfini: “Il risultato delle primarie di Napoli non è in discussione” e la consultazione “non va annullata”.

Intanto la la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo ma non è ipotizzabile il reato di voto di scambio, in quanto le primarie non sono regolate da una legge dello Stato ma hanno un carattere privatistico. Il fascicolo è affidato alla seconda sezione, che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. E’ probabile che tra gli atti preliminari vi sia l’acquisizione del video e delle successive notizie di stampa.

Questa la lettera aperta di Luisa Bossa: “Indegne. Questo è l’unico modo con cui si possono definire le immagini del video di Fanpage che documentano il passaggio di denaro all’esterno dei seggi delle primarie del Pd.

Una grande giornata di partecipazione e di mobilitazione, con numeri non esaltanti ma comunque significativi, è stata sporcata ancora una volta da una pratica che non dovrebbe appartenere ad un partito di sinistra, democratico, progressista, che fa della legalità, della trasparenza, della correttezza bandiere, a cominciare dal codice etico che tutti noi abbiamo sottoscritto.

Sconcertano i tentativi di minimizzazione di queste ore. C’è chi parla di monetine, come se la gravità fosse legata all’entità della dazione. C’è chi si trincera dietro le dichiarazioni di Cantone, che parla di mancanza di rilievo penale, come se la questione fosse giudiziaria e non invece tutta politica ed etica. C’è chi, infine, come il presidente del Pd, Orfini, parla di casi isolati, di comportamenti singoli come se si trattasse di qualche cavallo pazzo che si è messo a lanciare monetine da un euro.

No, qui siamo di fronte alla fotografia di un mercato squallido che toglie alla politica il senso della militanza e alla scelta il senso dell’idea. Un mercimonio, lo ha definito Antonio Bassolino, ed è proprio così. Un bazar clientelare che allontana ancora di più la gente dalla politica e contribuisce, ancora una volta, a dare del Pd una immagine ingenerosa di luogo di trame e di imbrogli.

Avevamo costruito sulle primarie una strategia di rilancio del partito e di riorganizzazione della speranza a Napoli dopo la brutta amministrazione di de Magistris. Rischiamo, invece, per colpa di questi episodi gravissimi di malcostume, di tornare addirittura indietro, di perdere tutto in una volta, il lavoro fatto.

Per questo, non è il momento dei tentennamenti. Ci vogliono risposte forti e immediate. Nessun pannicello caldo ma decisioni che tengano conto della gravità della situazione e spazzino via ogni ambiguità. Ne va della possibilità stessa del Pd di lanciare la sua sfida per la guida di Napoli.”

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