Saviano, D’Anna (Ala): “Fosse per me gli toglierei la scorta. Ma chi lo deve uccidere? È un’icona farlocca”. Valente: “Parole inaccettabili”

Il senatore di Ala, ex Pdl casertano e ora fedele alle Riforme renziane, durante la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora di Rai Radio 2, si scaglia contro l’autore di Gomorra e la senatrice Pd Capacchione, giornalista finita sotto scorta per le sue inchieste sul Clan dei Casalesi

Vincenzo.D.AnnaOgni giorno che passa l’alleanza per le Elezioni Comunali di Napoli con Ala, il partito di Denis Verdini, per la candidata sindaco del centrosinistra, Valeria Valente, diventa sempre più complicata da gestire. Alla scelta dei verdiniani di candidare figlio e nipote di un pluripregiudicato del rione Traiano, si aggiungono gli attacchi del senatore Vincenzo D’Anna a due penne anticamorra: Roberto Saviano e Rosaria Capacchione. Quest’ultima, unica voce critica nel Pd sull’ingresso di Ala nella coalizione a sostegno della Valente (vai all’articolo).

D’Anna, braccio destro di Verdini al Senato, ai microfoni di Un giorno da pecora di Rai Radio2, ha affermato che Saviano e la Capacchione dovrebbero lasciare la scorta “a quanti fanno veramente la lotta alla malavita”. Il parlamentare Pdl sostiene infatti che la camorra venga infastidita dalle forze dell’ordine e dai magistrati, non da Saviano.

Alla Capacchione che dice che non si farebbe fotografare con Denis Verdini, D’Anna risponde: “io sono amico della Capacchione, che però assomiglia a Saviano. Vive di rendita, entrambi hanno la scorta, anche se processualmente è stato accertato che chi li minacciava era l’avvocato Santonastaso, perché tutti i boss che loro millantavano essere i mandanti, sono stati tutti assolti”.

Secondo D’Anna, Saviano e la Capacchione “dovrebbero posare la scorta e lasciarla ai magistrati o quanti altri fanno veramente la lotta alla malavita. Il motivo per cui è stata assegnata loro la scorta è stato dimostrato essere inesistente. Forse per me – continua D’Anna – la scorta gliela toglierei, tutto sommato lui è uno che ha copiato la metà dell’unico libro che ha fatto”. Alla domanda dei conduttori, se Saviano non rischi di essere ucciso, D’Anna si mostra sicuro: “Ma chi lo deve uccidere? A chi vuole che dia fastidio Saviano? Lui è un’icona farlocca che non ha mai detto nulla che possa infastidire la camorra. La camorra viene infastidita dalla polizia, dai magistrati, dai carabinieri, non da lui che si è arricchito con un libro che ha pure copiato per metà come accertato con sentenza della Cassazione. Si può dire questo o la Madonna di Pompei viene offesa?”.

Grande imbarazzo nel Partito Democratico, con il quale Ala è alleato sia in Parlamento (dove i verdiniani votano spesso e volentieri le leggi del governo Renzi) sia alle Comunali di Napoli, dove il partito di Verdini sostiene la Valente. Ed è proprio quest’ultima a reagire per prima alle parole di D’Anna. Quelle frasi, dice, “sono inaccettabili”. “Non si può sminuire e ridicolizzare in questo modo l’impegno di chi, con le sue denunce, le sue inchieste e le sue opere letterarie ha contribuito ad innalzare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale intorno al problema della camorra – commenta la deputata Valente –. Se vogliamo vincere la sfida contro i clan abbiamo bisogno di forze dell’ordine e di magistrati in prima linea, di associazionismo e di politici seri ed onesti, ma abbiamo bisogno anche di chi denuncia pubblicamente l’illegalità. Per questo noi siamo e saremo sempre al fianco di Rosaria Capacchione, di Roberto Saviano e di quanti coraggiosamente portano avanti questa battaglia”.

D’Anna prova a scusarsi e parla di polemica “del tutto strumentale”, anche per il fatto che quel commento è stato espresso durante una trasmissione “improntata al paradosso ed all’ironia e quindi ad un tono leggero”. Poi aggiunge che a Napoli è “da giorni” in corso un “attacco mediatico”, in riferimento ai due casi controversi di candidati nelle liste di Ala (vai all’articolo).

Nella vicenda interviene anche Riccardo Mazzoni, uno degli uomini più vicini a Verdini, essendo stato in passato direttore del Giornale della Toscana, di cui l’ex braccio destro di Berlusconi era editore. Mazzoni, che è vicecapogruppo vicario al Senato, afferma: “Non si può mai, in nessun caso e neanche in trasmissioni pseudo-satiriche, fare battute goliardiche o peggio, offensive, nei confronti di chi si batte contro la camorra ed è per questo minacciato e sotto scorta. Per questo, come senatore di Ala, mi sento di esprimere la mia totale solidarietà alla collega Capacchione e allo scrittore Saviano”.

Proprio Saviano, in un post su Facebook, afferma: “Il senatore D’Anna, dannoso scherano di Verdini, renziano e cosentiniano insieme, impone a me di rinunciare alla scorta. A me che non vedo l’ora di tornare libero. Cosa debbo pensare: ha forse progetti per il mio futuro? Un ‘grazie’ va anche a Radio Rai e al servizio pubblico che hanno consentito la diffusione delle solite porcherie. E poi, sarebbe questa la comunicazione del PD? Sono questi gli alleati di Renzi a Roma e di Valeria Valente a Napoli? Sono queste le nuove risorse campane? Buona fortuna. E Vergogna”.

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