VIDEO – Liceo Gentileschi di Napoli, è rivolta del personale Ata e dei docenti. Indice puntato contro il “preside padrone”

“Liceo Gentileschi, ieri Eden oggi Lager”. Tre anni di angherie e mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori della scuola, acuite dall’approvazione della Legge 107/2015, “la Buona Scuola” con il suo preside sceriffo. Lettera aperta dei lavoratori

Liceo GentileschiNapoli, 4 luglio – Siamo all’Istituto Statale Superiore Artemisia Gentileschi di Via Nuova Agnano, nel quartere Fuorigrotta, periferia occidentale di Napoli. Sono le 19,30 e fuori ai cancelli dell’Istituto si sono dati appuntamento, studenti, personale amministrativo e docenti. Ci sono anche colleghi del liceo Labriola del vicino quartiere di Bagnoli. La tensione è palpabile, la protesta vivace e sentita è contro la gestione “padronale” del dirigente scolastico, la professoressa Maddalena Iannone.

I lavoratori si sentono controllati, un’auto passa e ripassa facendo fotografie. E’ il compagno della dirigente ci dicono, è qui per intimidire il personale che si è riunito in protesta. Poi prendono coraggio e intonano uno slogan che fa capire immediatamente di cosa si lamentano i lavoratori dell’Istituto Gentileschi: chiedono rispetto. Elementare rispetto che si deve tenere nei confronti del prossimo. Accusa ancora più grave se consideriamo che quelli che denunciano oggi tre anni di interminabili pressioni psicologiche sono i lavoratori della scuola alle dipendenze del dirigente sotto accusa Iannone. Su di uno striscione all’ingresso della scuola si legge. “Liceo Gentileschi, ieri Eden oggi Lager”.

Ai nostri microfoni parla un assistente amministrativo, Erminia. La tensione emotiva è alle stelle e sebbene la signora Erminia cerchi di controllarsi al termine dell’intervista ha uno svenimento, per fortuna senza alcuna conseguenza. La signora dopo qualche minuto si riprende e chiede di parlare con noi di NapoliTime‬ e lo fa senza troppi giri di parole.

Abbiamo sentito anche la rappresentanza sindacale dei lavoratori e un docente. I lavoratori, esasperati, chiedono la rimozione del dirigente scolastico. E per arrivare a manifestare a luglio, alle sette di sera, la vicenda è sicuramente da aprrofondire. Noi di NapoliTime siamo a disposizione della dirigente Iannone per una replica.

Ecco le video riprese e le interviste di NapoliTime.



Questa la lettera alla Redazione di NapoliTime dei lavoratori del Liceo Gentileschi:

Siamo un gruppo di dipendenti dell’Istituto Superiore Gentileschi di Napoli;

siamo qui a ad implorare un aiuto… un consiglio… una via di uscita per una situazione che, da circa 3 anni, è ora divenuta insostenibile!

Per fortuna siamo ancora in un Paese libero dove c’è libertà di parola, di pensiero e di azione, quando quest’ultima giustamente, non lede il diritto altrui, ma ormai non sappiamo più dove arriva la nostra libertà e fino a che punto bisogna tollerare ed ingoiare a grossi bocconi amari le azioni che, da parte del nostro Capo d’Istituto, ci ledono e non poco!

Coloro che scrivono quest’appello di aiuto, questo grido di esasperazione, con le poche forze che restano, sono persone al servizio dello Stato da più di 20-30 anni di cui alcune, solo in questa Istituzione Scolastica da più di 35 anni (definite da molti Dirigenti e docenti le “colonne portanti” del Gentileschi), ma dove sono finite le nostre capacità lavorative? L’ entusiasmo per la nostra professione? L’esperienza accumulata durante   decenni e la consapevolezza del fabbisogno dell’Istituto e della platea cui apparteniamo?

Continuamente riprese come bimbe, indirizzate come robot a fare lavori di cui non solo non ne vediamo la necessità, ma che ci prendono tempo ed energia per non portare a termine quelli che sono realmente i nostri compiti atti al buon funzionamento della Scuola.

Le continue mortificazioni e “minacce” (“siete come un vaso bello a vedersi, ma dentro completamente vuoto”; “Fate domanda di trasferimento altrimenti vediamo… le farò tante di quelle lettere che la manderò via io”; “Non si alzi dalla scrivania, pensi a lavorare”; “Non esca dalla segreteria se non dopo averlo chiesto a me”) hanno ormai leso profondamente il nostro essere che abbiamo il terrore di iniziare una nuova giornata!

E pensare che ne abbiamo visti di Dirigenti, abbiamo lavorato e collaborato con soddisfazione e orgoglio con D.S. Trifuoggi, Mavelli, Gelo, Pollio, Peluso e ancora altri ricevendo sempre da loro stima, complimenti ed elogi anche scritti!

La nostra non era una Scuola, ma una famiglia dove, docenti e personale ATA s’incontravano tante ore al giorno, collaborando per il miglior andamento dell’Istituto; c’era affetto, stima, cordialità, mutuo e scambievole aiuto, tutto coronato da serenità e voglia di lavorare …. questo ahimè sono solo ricordi lontani di cui ne assaporiamo una profonda nostalgia!

Con l’avvento della nuova D.S. siamo stati non solo allontanati con Uffici, piani, muri e porte divisorie dai docenti e alunni, quando poi non ci viene dato nemmeno il permesso di sostare nei corridoi o girare per le classi; i docenti possiamo ascoltarli solo dietro uno dei tanti sportelli appositi, così come genitori e alunni; le segreterie si trovano chiuse, insieme alla Presidenza e Vicepresidenza, in un corridoio tra 2 porte antincendio la cui via di “fuga” è ostacolata da scrivanie, sedie, armadietti e altro materiale. Non ci è stato dato nemmeno di contrastare i vari spostamenti in quanto vengono fatti, il più delle volte, in nostra assenza (poi si chiede dove è finito un documento!!!) Il colmo quando, qualche mese fa, un dipendente, nel prendere servizio, va a sedersi alla propria postazione e non trova più il suo PC, sequestrato dalla D.S. per chissà quale grave motivo! I documenti da lavorare lasciati sulle scrivanie o nei cassetti, spesso spariscono (cosa MAI accaduta in precedenza) e richiesti puntualmente dalla D.S. il giorno successivo mettendo il personale tutto in grave ed imbarazzante difficoltà!

Allora… noi non stiamo qui a scrivere per dire se o come il lavoro deve essere svolto da un Dirigente Scolastico, se sia fatto bene o non, ce ne guarderemmo bene dal farlo e comunque, non spetta a noi giudicare, ma a noi spetta il diritto SACROSANTO di esternare il nostro malessere e qui non parliamo solo di quello umano, di quel rapporto bello, sereno ed affabile di cui godevamo qualche anno fa, parliamo di un malessere fisico/psichico testimoniato da continui interventi del 118 in seguito a gravi malori a dipendenti stressati ed esausti (ultimo di questi, il giorno 3 u.s. quando la Scuola, sede elettorale, restava chiusa a tutte le attività, la D.S ci ha obbligati, con comunicazione scritta al sito, a prendere servizio presso scuole vicinorie  le quali, sapendo la vera motivazione dell’ospitalità, non hanno voluto accoglierci e così, ancora una volta, la nostra dignità di persone non più adolescenti, ma adulte di 50-60 anni,  è stata messa a tappeto e la mortificazione di essere sbattuti da una sede all’altra con l’ordine di raccogliere il materiale per lavorare, ha fatto cedere le nostre forze….fino all’ennesimo intervento del 118).

Se tutto ciò (e questo non è altro che la decima parte di ciò che accade al Gentileschi!) sembra poco e irrisorio, vorrà dire che il 99% del personale non ha nulla di meglio da fare che scrivere lettere e disturbare quanti più Enti possibili, ma se la ragione che muove questa e tante altre denunce, proteste scritte e verbali fatte di continuo dal Gentileschi, la richiesta di trasferimento di decine e decine di docenti e quest’anno persino dal personale amministrativo in toto è qualcosa che va ben oltre, allora confidiamo che finalmente le nostre pene abbiano termine con una soluzione a questo grave problema che già da tempo sopportiamo; il lavoro, dice la Costituzione, è un diritto del cittadino, ma se questo diventa sofferenza, timore, stress, ansia e chi più ne ha più ne metta, allora dobbiamo dedurre che di Costituzione ce ne è ben poca e che la schiavitù e la dittatura l’hanno addirittura subissata… tante guerre, tanto sangue, tante lotte per nulla!

Confidiamo nel vostro aiuto grazie!”

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