Tajani si inserisce nella polemica tra De Luca e Carfagna: “Regalo altro Maalox”

Il coordinatore nazionale di Forza Italia ha parlato all’evento che si sta svolgendo al Palacongressi della Mostra d’Oltremare. Il leader di FI Silvio Berlusconi: “Io napoletano nato a Milano”. E sulla guerra tra Russia e Ucraina, Berlusconi ha detto: “No alle armi, l’UE convinca l’Ucraina ad accogliere le richieste di Putin”. Poi la parziale retromarcia di FI: “La posizione del presidente Berlusconi e di FI non è cambiata ed è in linea con quella del Ppe, dell’Europa e della Nato. L’invio di armi come strumento difensivo di Kiev è doveroso”

“A De Luca, se vuole, posso mandare un’altra confezione di Maalox. Si vede che quella che gli ha mandato la Carfagna non gli è bastata. Gliene manderò una anch’io”. Si inserisce così Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, nella polemica tra il governatore della Campania e il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale (vai all’articolo), parlando all’evento Italia del Futuro, la forza che unisce in corso di svolgimento presso il Palacongressi della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Due giorni di lavoro qui a Napoli per riconfermare il ruolo centrale nel nostro Paese di Forza Italia come grande forza nazionale. Noi siamo l’elemento che collega il Sud al Nord e al Centro. L’Italia non esce da questa crisi e non cresce se non c’è un’azione corale”, ha spiegato Tajani. “Il Sud – ha proseguito – non deve andare col cappello in mano, il Nord non dev’essere più una locomotiva. Tutta l’Italia deve diventare la locomotiva di se stessa. Questo il messaggio che noi vogliamo lanciare, dobbiamo aiutare le famiglie in difficoltà, sconfiggere il coronavirus e ridurre i danni provocati dalla guerra in Ucraina, sperando che la pace arrivi il prima possibile”.

L’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha invece commentato lo scontro tra De Luca e Carfagna affermando: “Quando si guida una Regione bisogna avere senso delle istituzioni e serietà. Nel dire che un convegno dove c’è il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio, nove ministri, organizzato dal ministro del Sud, è una riunione di Forza Italia, c’è qualche problema. È evidente che, se dobbiamo prenderlo sulla parola, significa che Forza Italia è al 90%. È vero che Berlusconi è un uomo dei miracoli, ma ha sempre detto di voler arrivare al 51%. Il 90% mi sembra troppo anche per lui”. Caldoro ha anche paragonato De Luca a un “bullo”, raccontando all’insegna dell’umorismo di un compagno di classe che voleva avere sempre ragione.

A parlare anche il leader di FI Silvio Berlusconi. “Hanno sempre detto che sono un napoletano nato a Milano, che ero un vulcano di idee come il Vesuvio”, ha affermato per poi dichiarare di essere pronto “a tornare in campo”, citando la famosa “discesa in campo” con la quale fece ingresso in politica nel gennaio del 1994. “Torno in campo – ha spiegato –. Nel 1994 ho sentito che c’era bisogno di fare qualcosa di nuovo, un nuovo partito perché i leader del pentapartito erano stati eliminati da Mani pulite. Io facevo un mestiere che mi piaceva moltissimo, ebbi contro tutti i miei parenti, la mia mamma, i miei dirigenti. Ma continuai a sentire dentro di me il dovere di farlo e trovai il coraggio di farlo. Adesso ancora la stessa cosa, mi trovo la responsabilità di essere ancora in campo per dare all’Italia un futuro di benessere e libertà”.

Berlusconi ha anche parlato della guerra tra Russia e Ucraina. “Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questa guerra. Se dovessimo inviare armi, sarebbe meglio non farne tanta pubblicità”. “Le sanzioni hanno fatto molto male all’economia sovietica (Berlusconi confonde la Federazione Russa con l’Unione Sovietica, ndr), si prevede un calo del Pil addirittura del 14%, ma hanno fatto male anche a noi. Adesso il grande dubbio è sul gas, è una ipotesi sconvolgente perché ci porterebbe alla chiusura di centinaia di migliaia di aziende, alla perdita di 3 milioni di posti di lavoro, al dilagare della povertà in Italia e dovremmo andare in giro in inverno con i cappotto addosso in casa e una candela in mano. Non voglio nemmeno pensare che questo possa succedere”, ha proseguito. In sostanza l’idea del leader di FI è che “l’Ue convinca l’Ucraina ad accettare le richieste di Putin”.

Dopo qualche ora è stata diffusa da FI una nota dello stesso Berlusconi: “La posizione del presidente Berlusconi e di Forza Italia non è cambiata ed è perfettamente in linea con quella del Ppe, dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Nessuno in Occidente (neppure gli stessi ucraini) ha immaginato che la guerra per difendere l’Ucraina dovesse diventare una guerra di aggressione alla Russia. In questo quadro l’invio di armi come strumento difensivo a Kiev è doveroso, l’enfasi propagandistica come ogni atteggiamento provocatorio non fa altro che allontanare la conclusione di questo conflitto”. Per questo, si legge ancora nella nota, “occorrono equilibrio e fermezza e riservatezza: solo così si potrà ottenere dai russi una soluzione diplomatica accettabile”.

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