Elezioni, De Luca ai suoi: “Chi si è stancato stia a casa. Bisogna reagire”

Il commento del governatore della Campania ai risultati ottenuti dal Pd alle elezioni politiche del 2022

“Avverto fra la nostra gente un clima di depressione, di ‘fine della storia’. Credo sia indispensabile uscire subito da questo stato d’animo. Il colpo è stato duro. Ma occorre reagire con forza. Chi si è stancato, stia a casa. Per chi vuole combattere è necessario guardare in faccia la realtà, con l’umiltà, il rigore, lo spirito autocritico necessariamente spietato, che ci è richiesto ora”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, commentando i risultati ottenuti dal Partito Democratico alle elezioni politiche del 2022.

Per De Luca “prima che un problema di uomini e di programmi, c’è un problema di relazioni umane. Nei nostri confronti – spiega – è cresciuto un sentimento di insofferenza, di estraneità. Veniamo percepiti come un misto di presunzione, di supponenza e di inconcludenza. Il nostro linguaggio ha dimenticato le parole della gente normale. Parliamo una lingua morta. Spesso, non ci ascoltano neanche. Offriamo, il più delle volte, un personale politico senza nessun legame con i territori, cresciuto nelle stanze ammuffite delle correnti, o nei salotti pieni di luce e privi di aria. Non si vede gente che provenga dalla fatica e che conosca l’odore della terra bagnata, o il rumore di una fabbrica o l’angoscia di una vita di povertà, di una bottega che chiude, di un lavoro che non arriva mai”.

Il governatore quindi illustra la sua ricetta per il Pd: “Occorre scuotersi subito. Non è finita la storia ma è finita la vicenda di una forza politica, che non si è data una identità programmatica chiara e percepibile, e un modo di essere, di lavorare e di selezionare i suoi gruppi dirigenti sulla base del merito e della militanza. Dopo le elezioni, abbiamo davanti un problema politico enorme: è in gioco, ormai, il carattere di forza nazionale del Pd. Il Sud è scomparso dal suo orizzonte da anni e anni. E in queste condizioni, si rischia di diventare un partito meno che regionale, condannato all’ininfluenza”.

“Ho apprezzato la grande dignità personale e politica espressa da Letta. Bene un congresso rapido, e quanto più aperto alla partecipazione popolare, e non autoreferenziale. Occorrono chiarimenti di fondo. Si dovrà parlare anche di tutto questo, in una stagione politica, che ci obbliga a un linguaggio di verità. Per il resto, occorre avere fede e senso della storia. Con rispetto attendiamo all’opera i vincitori delle elezioni. ‘Nihil dictu facilius’, cioè ‘nulla è più facile che parlare’. Governare e decidere è un’altra cosa. E in ogni caso, auguri all’Italia”, conclude De Luca.

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