De Luca torna ad attaccare il ministro Fitto: “Dacci i soldi, che Dio ti stramaledica”

Il governatore della Campania rispolvera anche le battaglie sull’abuso d’ufficio e sulla legge Severino, con parole dure verso la sinistra: “Bande di opportunisti”

“In questo momento abbiamo i fondi sviluppo e coesione bloccati, oltre 20 miliardi bloccati da un anno. Per 3 mesi sono stati bloccati dal Governo Draghi, per 7 mesi dall’attuale Governo. Ho in corso da mesi una polemica con il ministro Fitto che non sblocca i fondi. La motivazione è che devono ‘trovare coerenza fra tutti gli interventi in campo. Ho detto a Fitto che questo livello di controllo fino al buco della serratura non funziona neanche in Corea del Nord, e vuoi farlo in Italia? Dacci questi maledetti soldi e facci aprire i cantieri, che Dio ti stramaledica”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo all’assemblea Asmel a Napoli.

“La verità – ha proseguito De Luca – è che stanno cercando di bloccare la circolazione di denaro nel Paese, altrimenti non si spiega. È una cosa drammatica perché quando hanno approvato il Pnrr senza consultazioni con le Regioni, ci hanno detto che questo non avrebbe finanziato interventi su viabilità e territorio perché sarebbero stati finanziati con fondi sviluppo e coesione. Oggi siamo nella situazione in cui dovremmo garantire questi interventi come Regioni con il Fondo sviluppo e coesione, ma sono fondi bloccati. Dobbiamo verificare la coerenza universale tra gli interventi? Vuoi studiare le coerenze? Bene mentre studi troviamo un punto di mediazione: comincia a darci un acconto del 50% dei 21 miliardi di euro, poi quando hai finito di studiare le coerenze blocchi il resto. Non hanno voluto. Ai sindaci dico che non abbiamo un euro per le manutenzioni stradali e la viabilità”.

Il governatore è anche tornato a parlare di un vecchio cavallo di battaglia, cioè l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, non risparmiando critiche alle forze politiche di sinistra e in particolare all’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, peraltro del suo stesso partito. “Sull’abuso in atto d’ufficio sto facendo una battaglia da dieci anni. È un reato inevitabile, l’Italia ha centinaia di migliaia di leggi e norme di attuazione, regolamenti, norme anticorruzione, con il Codice degli appalti che cambia ogni sei mesi. Dicono che resta perché ‘siamo per la legalità’, ma quale legalità? L’ultima risposta idiota me l’ha data tale onorevole Orlando, che mi ha detto che evidentemente non so che hanno introdotto una misura straordinaria, nel 2017 hanno fatto l’albo riservato delle registrazioni telefoniche. L’eminente statista non sa che la realtà concreta va in tutt’altra direzione”.

“Per l’abuso in atto d’ufficio abbiamo avuto oltre 5mila procedimenti avviati con 18 condanne – ha proseguito De Luca –. In 5mila, almeno la metà hanno affrontato un calvario per idiozie inutili. La realtà vera non conosciuta dagli ex ministri è che, al di là di quanto scritto nelle carte e nei regolamenti, chi viene colpito da un avviso di garanzia per abuso in atto d’ufficio ha finito di vivere e si è rovinato la vita. Ci sono ormai le pubblicazioni a puntate dei capi d’imputazione. A mia memoria non conosco uno che abbia mai pagato per aver violato la privacy di qualcuno. Quale principio di civiltà c’è nell’abuso di atto d’ufficio?”.

L’abuso di ufficio è uno di quei reati per il quale un amministratore pubblico può incorrere nella sospensione ai sensi della legge Severino, approvata nel 2012 dal governo Monti. Un tema che il governatore conosce bene: nel giugno del 2015 fu sospeso dalla carica di presidente della Regione (ricorso d’urgenza accolto il 2 luglio) a seguito di una condanna in primo grado per abuso in atti di ufficio del 2008, per poi venire assolto a febbraio dell’anno successivo. “Quando è stata adottata la legge Severino – ha attaccato De Luca – quei cialtroni hanno adottato un meccanismo per cui, per una condanna in primo grado, sindaci, amministratori e funzionari pubblici vengono sospesi, parlamentari, ministri, viceministri e presidente del Consiglio no. È intollerabile una tale e clamorosa violazione costituzionale dei principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”.

“La legge non è uguale per tutti, è uguale solo per i poveri cristi. Quando si pone questo problema – ha aggiunto De Luca – i miei confratelli della sinistra storica, bande di opportunisti fottuti, non fanno una piega e non rispondono. Siamo tanto legati ai valori della Costituzione, ma poi il principio fondamentale per cui la legge è uguale per tutti? Se vengo condannato io in primo grado vengo sospeso, a un ministro non succede niente”.

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