Secondo il rapporto “Ecosistema Urbano 2025” di Legambiente, il capoluogo partenopeo precipita nelle classifiche ambientali. Emergenza rifiuti al Vomero e in diversi quartieri, mentre cresce la preoccupazione dei cittadini

20 ottobre 2025 – Napoli torna sotto i riflettori, ma non per i suoi tesori artistici o per la vitalità del centro storico: il nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente lancia un allarme severo. La città risulta tra le peggiori d’Italia in tema di sostenibilità ambientale, collocandosi — come scrive il dossier — “in zona retrocessione”. A pesare sono soprattutto la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria e il degrado urbano. Nelle ultime settimane, infatti, interi quartieri come il Vomero, Chiaia e Secondigliano sono stati invasi da cumuli di immondizia, materassi abbandonati e cartoni. Le immagini diffuse sui social raccontano meglio di ogni parola la fatica quotidiana di chi vive la città.
Secondo il rapporto, Napoli paga la mancanza di continuità nella raccolta differenziata e l’insufficienza dei controlli ambientali. Anche lo smog resta un nodo irrisolto, con un numero di giorni oltre i limiti di legge tra i più alti del Sud. L’amministrazione comunale, da parte sua, fa sapere che sono in corso interventi straordinari di pulizia e che si punta a un piano di rilancio del sistema di raccolta entro la fine dell’anno. Tuttavia, la sensazione diffusa tra i cittadini è quella di un peggioramento visibile: “Siamo tornati indietro di dieci anni — commenta un residente del Vomero — e ogni giorno è una lotta contro i rifiuti sotto casa”.
Napoli, città di luce e contrasti, si trova ancora una volta davanti a una sfida decisiva: trasformare le parole in azioni concrete per non restare intrappolata nella “zona retrocessione” dell’Italia urbana.
