L’affluenza crolla sotto il 45%: il centrosinistra conferma la guida della regione mentre la destra resta indietro

Napoli – La tornata elettorale del 23-24 novembre 2025 ha delineato un quadro chiaro nella Campania: Roberto Fico, appoggiato dal “campo largo” del centrosinistra, ha ottenuto circa il 60,63% dei voti, contro il 35,72% del suo principale sfidante, Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra. Roberto Fico conquista la Regione Campania con una vittoria netta: oltre il 60,6 % dei voti contro il 35,7 % di Edmondo Cirielli. Nonostante il successo schiacciante del centrosinistra — che ha mobilitato una coalizione “larga” attorno a lui — il dato sull’affluenza è allarmante: appena il 44 % degli elettori si è recato alle urne, un calo consistente rispetto al 55,5 % registrato nella tornata precedente.
Sul fronte politico, il Partito Democratico emerge come forza dominante, con circa l’18,4 % dei voti e dieci seggi nel Consiglio regionale. Al Movimento 5 Stelle — di cui Fico è figura di riferimento — va circa il 9,1 % dei consensi, confermando il suo appeal, anche se all’interno di una coalizione più ampia. Fico, al momento della proclamazione, ha sottolineato la “scelta netta” fatta dagli elettori e la responsabilità che ne deriva: ha promesso una giunta composta da competenti, capace di affrontare le sfide delicate della regione — sanità, infrastrutture, disuguaglianze territoriali.
Ma la vittoria ha un lato d’ombra: il tasso di partecipazione basso solleva interrogativi sul legame tra la cittadinanza e le istituzioni regionali. Secondo molti analisti, un governo forte ma con una legittimazione “sociale” ridotta dovrà impegnarsi per riconquistare la fiducia dei non-votanti. A livello nazionale, la vittoria di Fico è vista come un segnale importante: il centrosinistra unito ha dimostrato di poter consolidare il proprio consenso al Sud, rilanciando la sfida politica su scala più ampia.
In sintesi, la tornata elettorale in Campania segna un successo elettorale schiacciante per Fico e la sua coalizione, ma al contempo evidenzia una partecipazione debole e una sfida democratica ancora aperta per il futuro dell’amministrazione regionale.