Dai cortei storici ai falò, dai presepi viventi alle calze solidali: il 6 gennaio anima città e borghi della regione nel segno della Befana

5 gennaio 2026 – L’Epifania 2026 si conferma uno degli appuntamenti più sentiti del calendario campano, una giornata che unisce sacro e profano e che, come da tradizione, chiude il lungo ciclo delle festività natalizie con un fitto programma di eventi diffusi su tutto il territorio regionale. Dalle grandi città ai piccoli centri, la Campania riscopre il piacere dello stare insieme attraverso riti antichi, iniziative per le famiglie e appuntamenti culturali che richiamano residenti e turisti.
A Napoli il cuore della festa batte nel centro storico, dove mercatini tematici, artisti di strada e animazione per bambini accompagnano le ultime visite ai presepi di San Gregorio Armeno. Nei quartieri popolari non mancano le calze della Befana appese tra i vicoli e le iniziative solidali promosse da associazioni e parrocchie, mentre musei e siti culturali propongono aperture straordinarie e visite guidate dedicate alle tradizioni dell’Epifania. In provincia, l’atmosfera si fa ancora più suggestiva. Nell’area vesuviana e nel Nolano resistono i falò rituali, simbolo di passaggio e rinnovamento, che accendono le piazze al calar della sera. Nel Casertano e nel Beneventano tornano i presepi viventi e le rievocazioni storiche dell’arrivo dei Re Magi, con figuranti in costume, musiche antiche e degustazioni di prodotti tipici locali. L’Irpinia celebra l’Epifania con eventi legati al folklore e alla gastronomia, tra dolci tradizionali, vino caldo e momenti di aggregazione comunitaria.
Anche la Costiera Amalfitana e il Cilento partecipano alla festa con iniziative pensate per valorizzare i borghi e destagionalizzare il turismo, tra spettacoli per bambini, laboratori artigianali e passeggiate culturali. L’Epifania diventa così un’occasione per vivere la Campania in modo autentico, lontano dai ritmi frenetici dell’alta stagione. Nel 2026, ancora una volta, “tutte le feste porta via” non significa chiusura, ma passaggio. Un ultimo giorno di festa che rinnova il legame con le radici popolari e restituisce alle comunità campane il senso profondo della tradizione condivisa.
