Maturità 2025 in Campania: tra emozioni, rispetto e voglia di riscatto

A Napoli e in tutta la regione, oltre 80.000 studenti affrontano l’Esame di Stato. Le tracce su Pasolini, Lampedusa e Borsellino accendono riflessioni su storia, società e futuro

Napoli, 18 giugno 2025 – Alle 8:30 di mercoledì 18 giugno è partita ufficialmente la Maturità 2025 per oltre mezzo milione di studenti italiani. In Campania, sono circa 82.000 i ragazzi impegnati nella prova più attesa, tra cui oltre 20.000 solo nella città di Napoli. Anche quest’anno, tra ansia, orgoglio e qualche scena da commedia all’italiana, la maturità si conferma molto più di un semplice esame.

In Campania, e a Napoli in particolare, la maturità è vissuta come un evento pubblico. Non è raro vedere intere famiglie ad accompagnare i figli davanti ai cancelli delle scuole, tra incitamenti, corni portafortuna e caffè serviti nei thermos. “Non sono più andata a dormire – dice Carmela, madre di un maturando del liceo Sannazaro – finché non è uscito dal tema, non respiravo”. Le tracce scelte dal Ministero dell’Istruzione per la prima prova hanno fatto discutere e riflettere. Grande impatto ha avuto il testo poetico di Pier Paolo Pasolini, tratto dal Diario 1943-1944, che ha colpito molti per il tono intimista e tormentato. Altra proposta letteraria è stata il celebre brano da “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, che ha acceso riflessioni su cambiamento e conservazione.

Tra le tracce di attualità, ha emozionato molti la lettera di Paolo Borsellino ai giovani, con parole di speranza e fiducia. “Ho scelto quella traccia perché sentivo il dovere di dire qualcosa sulla mia generazione,” spiega Martina, studentessa di Castellammare di Stabia. “Veniamo spesso giudicati, ma noi vogliamo cambiare le cose.” Molto scelta anche la traccia sul concetto di “rispetto”, parola dell’anno secondo Treccani, e quella sull’Antropocene, con un testo del biologo Telmo Pievani sulla cementificazione del pianeta.

Napoli e le sue mille storie. In pieno stile partenopeo, non sono mancate le scene curiose. In un liceo del centro, uno studente si è presentato con una maglietta di Maradona e ha sostenuto che “Pasolini era un po’ come Diego: genio scomodo e innamorato della verità”. Un confronto ardito, ma apprezzato da alcuni commissari per originalità. A Ponticelli, invece, una professoressa ha raccontato di una ragazza che ha collegato il concetto di rispetto all’esperienza di cura della nonna durante il Covid. “Questi ragazzi hanno una profondità che spesso non gli viene riconosciuta,” ha commentato commossa.

In molte aree della regione – dalla provincia di Caserta al Cilento – l’esame è anche una sfida contro le difficoltà quotidiane. Insegnanti che si improvvisano psicologi, aule senza ventilazione e studenti che, tra studio e lavoro, arrivano stremati alla prova. Eppure, l’impegno non manca. “Qui la maturità è anche un modo per dire ‘ce la posso fare’”, dice il dirigente di un istituto tecnico di Benevento.

E adesso, la seconda prova. Dopo il tema, si passa alla seconda prova scritta (20 giugno), diversa per ogni indirizzo: matematica per lo scientifico, greco al classico, economia aziendale per l’AFM, e così via. Poi toccherà all’orale, il momento più personale, ma anche più temuto. Tra citazioni di Borsellino, versi di Pasolini e il rumore dei motorini sotto le scuole, la Maturità 2025 in Campania racconta molto più di un programma ministeriale. È la fotografia viva di una generazione che vuole essere ascoltata, capita e – soprattutto – rispettata. Come ha scritto un ragazzo di Acerra nel suo tema: “Noi non siamo il futuro. Noi siamo il presente che prova a cambiare le regole con onestà”.

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