Rapporto Sud 2022, De Luca: “Palude burocratica favorisce la criminalità organizzata”

Il governatore della Campania è intervenuto alla presentazione del Rapporto Sud 2022, uno studio di Utilitalia e Svimez, affrontando diversi temi: lotta alla criminalità organizzata, Pnrr, rifiuti e siccità

“Bisogna tenere ovviamente gli occhi aperti e bisogna evitare di fare le scelte che abbiamo fatto in questi anni, immaginare che la lotta contro la criminalità organizzata si faccia creando una montagna di leggi, è esattamente il contrario. Più leggi si fanno, più si creano spazi per l’infiltrazione della delinquenza organizzata”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, partecipando al Museo Darwin Dohrn alla presentazione del Rapporto Sud 2022, uno studio di Utilitalia e Svimez, che analizza gli impatti economici e occupazionali delle utilities (il business relativo alla produzione, gestione e distribuzione di servizi quali energia elettrica, gas e acqua, ndr) nel Mezzogiorno.

“Ci sono tutte le possibilità per stroncare il fenomeno criminale, anche in Campania – prosegue De Luca –. Non servono le stupidaggini tipo abuso in atto d’ufficio, è una delle cose previste dalla legge Severino, questa è una grande idiozia, così come dal mio punto di vista non servono misure come il contante fino a mille euro. Sono quelle imbecillità assolutamente demagogiche di cui vive l’Italia. I grandi movimenti speculativi e i grandi progetti criminali spostano i capitali in Lussemburgo, nelle isole Cayman, nel riciclaggio, nell’economia legale. Quindi avremmo bisogno di un grande bagno di realismo per sconfiggere la criminalità organizzata, ma abbiamo bisogno soprattutto di meccanismi decisionali rapidi”. Per De Luca “è la palude burocratica che favorisce la criminalità organizzata. Ci sono settori economici – sottolinea – che si rivolgono addirittura ai delinquenti per avere pareri e sbloccare procedure. È una cosa incredibile. Allora il problema c’è, va affrontato in maniera rigorosa, con durezza, ma non con le armi del burocratismo, ma con le armi della repressione che è un’altra cosa”.

Tra i temi trattati dal governatore anche quello del Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza). “I fondi del Pnrr sono stati assegnati con un obiettivo preciso: recuperare il divario tra Nord e Sud sul fronte delle infrastrutture, dell’occupazione e del divario di genere. Questo è stato dimenticato in Italia. Sono frottole, fake news, che il 40% delle risorse vada al Sud. Serve un’operazione verità perché il Sud continua ad essere depredato dalla risorse”, sostiene il governatore. “Grave che non si chiarisca che i 209 miliardi di euro del Pnrr hanno tre obiettivi che riguardano il sud: recupero del divario nord-sud, recupero del divario occupazionale, e recupero del divario di genere. L’Italia ha avuto 209 miliardi per affrontare il problema del Sud, questo dato è scomparso. E al Sud arriva il 40% delle risorse? Ci mancherebbe altro”. “Da nessuna parte risulta in maniera chiara il riparto di risorse complessive destinato ai vari territori – spiega De Luca –, dobbiamo fare un’operazione verità per dire ai cittadini italiani quale è il flusso di risorse vere che arrivano a Sud e a Nord: scopriremo delle cose clamorose. Questa operazione verità non viene fatta e il Sud continua a essere depredato di milioni di euro. Il caso emblematico è quello della sanità: la Campania viene depredata ogni anno di 220 milioni di euro nell’indifferenza generale”.

“Detto questo – aggiunge il governatore – dobbiamo affrontare due problemi. Il primo è l’equilibrio interno al Pnrr: stanno emergendo problemi drammatici che riguardano le risorse energetiche e le risorse idriche e probabilmente sarà necessario rimodulare il Pnrr per attribuire più fondi a questi obiettivi. Poi abbiamo il solito problema dell’Italia che è quello della sburocratizzazione. Credo che il ministero delle Infrastrutture abbia fatto un lavoro interessante e attivato le aziende, come Fs e Anas, ma il groviglio burocratico resta ancora pesante”.

Per quanto riguarda il tema dei rifiuti, De Luca annuncia che “la Campania ha ottenuto una riduzione della sanzione europea per infrazione ambientale e credo che entro l’anno la elimineremo completamente. Dobbiamo però accelerare per realizzare impianti di compostaggio”. Invece per quanto riguarda il tema della siccità, il governatore afferma: “Per quanto riguarda il ciclo delle acque la mia idea è questa: vorrei varare un grande piano per la realizzazione di una decina di invasi collinari, cioè concentrare l’attività della regione su obiettivi di medio lungo periodo dal punto di vista delle risorse idriche. Fra fine settimana e inizio settimana prossima avremo una riunione tecnica con l’autorità di bacino dell’Appennino meridionale, con le associazioni agricole, con i responsabili dei consorzi di bonifica oltre che con il nostro assessorato all’ambiente per cominciare ad impostare un piano per la realizzazione di bacini collinari. Sarà una grande sfida ma – conclude De Luca – insieme con la Diga di Campolattaro questo consentirà alla Campania di essere pienamente autonoma dal punto di vista delle forniture idriche, sia per acqua potabile che per l’irrigazione delle campagne”.

A parlare del tema dei rifiuti e del tema siccità anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Stiamo lavorando sulla riorganizzazione delle aziende partecipate, sia dal punto di vista manageriale che dirigenziale”, afferma il primo cittadino. “È fondamentale che ci siano delle aziende organizzate e che abbiano un’organizzazione del lavoro moderna, le risorse giuste sia per forza lavoro che competenze tecniche – spiega –, ma che siano anche strutturate per completare il ciclo, sia dei rifiuti con la realizzazione dei nuovi impianti, noi abbiamo sbloccato l’impianto di compostaggio di San Giovanni a Teduccio, sia per quanto riguarda il ciclo dell’acqua dove abbiamo intenzione di organizzare bene il servizio, anche di fognature, e poi entrare anche nella gestione dei depuratori”.

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