Fondo Sviluppo e Coesione, De Luca: “È il momento di firmare l’accordo”

Il governatore è tornato sul tema della mancata erogazione del Fondo Sviluppo e Coesione alla Campania, all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione al governatore, assegnando un termine di quarantacinque giorni per la conclusione dell’istruttoria

Napoli, 15 maggio 2024 – “C’è stato un pronunciamento molto importante del Consiglio di Stato, credo che sia arrivato il momento per firmare questo accordo di coesione che vale 6 miliardi di euro visto che è passato inutilmente già un anno, abbiamo perso già troppo tempo, non c’è alcun problema ora a stipulare l’accordo e ad andare avanti”. A dirlo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione al governatore, assegnando un termine di quarantacinque giorni per la conclusione dell’istruttoria riguardante l’erogazione da parte del Governo del Fondo Sviluppo e Coesione. “Noi siamo interessati a concludere l’iter amministrativo – ha proseguito De Luca –. Il Tar Campania ha detto che era doveroso per il governo concludere l’iter amministrativo, il Consiglio di Stato lo ha ripetuto: cioè che un iter amministrativo non può durare all’infinito e siccome ovviamente parliamo di risorse della Regione, il piano va fatto dalla Regione e il governo deve solo verificare che non ci siano contraddizioni rispetto al Pnrr o ad altro. Oggi ci sono tutte le condizioni per lavorare con serietà e concretezza, se si ha voglia di serietà e concretezza”.

Il governatore è anche tornato sull’ipotesi che parte di quel fondo vada alla riqualificazione di Bagnoli (vai all’articolo). “C’è una quota dei Fondi sviluppo e coesione che resta in capo al Governo nazionale. Su Bagnoli bisognerebbe fare una battaglia per impegnare le quote nazionali visto che parliamo di un Sin (Sito di interesse nazionale), anziché sprecare risorse che poi finiscono per sottrarre possibilità per i Comuni nell’area metropolitana di Napoli. Sono cose che verificheremo. Quello che è chiaro è che si firma con la Regione, parliamo di fondi della Regione e su Bagnoli faremo un’iniziativa ad hoc per spiegarvi che è una grande truffa. Se ho parlato con Manfredi? Non ho parlato con nessuno e nessuno ha avuto la buona educazione di parlare con me. E la cosa è un po’ bizzarra visto che parliamo di fondi delle Regione”.

Infine De Luca è tornato a mettere in guardia sui pericoli dell’autonomia differenziata per com’è concepita tutt’oggi. “Rivolgo un appello ai cittadini di Napoli, della Campania e del Sud a mobilitarsi, a non dormire perché non ci regaleranno nulla. Se non combattiamo ci calpesteranno, se non combattiamo l’autonomia differenziata ci massacrerà”.

Già nella giornata di ieri il governatore aveva commentato la sentenza del Consiglio di Stato. “Il Consiglio di Stato ha confermato pienamente le tesi della Campania, ha censurato i ritardi, e stabilisce l’inaccettabilità delle procedure messe in campo dal Governo. E ha considerato pretestuosa la sopravvenienza dell’articolo 10 del Decreto coesione: smantellata la norma che surrettiziamente introduceva la vicenda Bagnoli nel Fondo FSC”, aveva detto De Luca. “Ci si augura che a questo punto sia terminata la lunga e vergognosa catena di pretesti, di dilazioni, di ritardi strumentali, che ha penalizzato e penalizza le imprese, le famiglie, i Comuni della Campania. Ci si augura di poter cominciare a lavorare nell’interesse delle nostre comunità”, aveva aggiunto.

La replica del ministro della Coesione Raffaele Fitto era arrivata a stretto giro. “Risultano incomprensibili le reazioni festanti alla sentenza odierna del Consiglio di Stato. La sentenza, che pure contiene alcuni ‘elementi singolari’, non modifica in alcun modo l’iter di definizione dell’Accordo per la Coesione tra la Presidenza del Consiglio e la Regione Campania. Infatti, il Consiglio di Stato si limita ad assegnare un termine di quarantacinque giorni per la conclusione dell’istruttoria, lasciando ovviamente alla discrezionalità delle parti la decisione finale sulla opportunità o meno di definire l’Accordo”.

“Tale termine – aveva aggiunto il ministro – va ben oltre l’orizzonte temporale che il Governo auspica per l’assegnazione ai territori delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021 – 2027 e per la definizione dell’Accordo con la Regione Campania. Il Governo è al lavoro per assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi della politica di coesione destinati al territorio campano, anche prima dei quarantacinque giorni previsti dal Consiglio di Stato. Nulla cambia rispetto al percorso condotto fino ad oggi. Laddove non fosse raggiunto l’accordo nel termine dei quarantacinque giorni assegnati dal Consiglio di Stato, come recita la sentenza odierna, in caso ‘di insussistenza dei presupposti di legge, per carenze istruttorie, carenze nella rendicontazione dei precedenti cicli di programmazione, incongruenza dei nuovi obiettivi programmatici indicati dalla Regione rispetto alla programmazione nazionale o per altra ragione’, il Governo procederà all’adozione di un atto ‘che illustri con precisione le circostanze ostative alla predisposizione dello schema di accordo’ per assicurare, comunque, l’assegnazione delle risorse destinate al territorio della Regione Campania”.

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