Il legale chiede l’omicidio volontario e misure cautelari. La mamma di Domenico lancia una fondazione: “Verità e giustizia per mio figlio”

Napoli, 23 febbraio 2026 – Si allarga l’inchiesta sulla vicenda del piccolo Domenico, il bimbo sottoposto a trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli e poi deceduto dopo una serie di complicazioni. Gli indagati sono diventati sette, nell’ambito di un fascicolo che punta a fare piena luce su quanto accaduto prima, durante e dopo l’intervento. La Procura prosegue gli accertamenti tecnici e medico-legali per chiarire ogni passaggio della catena decisionale e organizzativa che ha portato al trapianto. Al centro dell’indagine vi sono le condizioni dell’organo al momento dell’arrivo in sala operatoria, le procedure di conservazione e le eventuali criticità nella gestione post-operatoria. Elementi che, secondo gli inquirenti, richiedono ulteriori approfondimenti alla luce delle consulenze già acquisite.
Durissima la posizione dell’avvocato della famiglia, che parla apertamente di “un palese tentativo di occultamento” successivo al trapianto. Il legale ha formalmente chiesto la riqualificazione del reato in omicidio volontario, ritenendo che vi siano profili di condotta ben più gravi rispetto alle ipotesi iniziali, oltre alla richiesta di misure cautelari nei confronti degli indagati. Secondo la difesa, ci sarebbero state omissioni e comportamenti tali da aggravare il quadro clinico del piccolo, circostanze che ora dovranno essere vagliate in sede giudiziaria.
Intanto, sul piano umano, la mamma del bambino, Patrizia, ha annunciato la nascita di una fondazione dedicata al figlio. L’obiettivo è trasformare il dolore in impegno concreto, affinché la vicenda di Domenico diventi un punto di svolta sul fronte della sicurezza nei trapianti e della trasparenza nelle strutture sanitarie. “La storia di mio figlio non deve ripetersi”, ha dichiarato, rilanciando un appello alla verità e alla giustizia. La comunità napoletana continua a seguire con partecipazione e commozione gli sviluppi del caso, mentre l’inchiesta entra in una fase cruciale. Le prossime settimane saranno decisive per stabilire eventuali responsabilità penali e ricostruire, con rigore tecnico e giuridico, ogni passaggio di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.